Andrea Nardinocchi Pop

Andrea Nardinocchi: il pop è una cosa figa

La prima volta che ho sentito cantare Andrea Nardinocchi sarà stato il 2009. Abitavo a Bologna e andavo spesso al Macondo su via del Pratello dove tutte le settimane c’era una serata in cui si poteva fare jam session. E lì si esibiva sempre Nardinocchi. Da solo, con tutti i suoi aggeggi, la sua loop station, il vocoder. Ricordo che mi piaceva la sua versione di Feeling good di Nina Simone. Forse faceva anche i Massive Attack e Lauryn Hill ma potrei sbagliarmi.

Poi scopro che quel cantante bolognese che ascoltavo sempre al Macondo è stato “scoperto” da Dargen D’Amico, che Dargen gli ha prodotto un singolo che si chiama Un posto per me, che questo singolo ha avuto successo, e infine che il bel Nardinocchi è tra i partecipanti di Sanremo 2013 con Storia Impossibile. Radio Deejay che lo spinge parecchio, le collaborazioni con Dargen e Mecna. Insomma non un successo di massa, ma una bella svolta.

Quest’anno, dopo un bel po’ che non sentivo parlare di Nardinocchi ho ascoltato il suo singolo Come MJ. Poi ieri leggo un’intervista a Nardinocchi fatta da Pop Topoi e scopro due cose:

  1. Che in quest’album c’è lo zampino (leggi: consigli artistici e supporto “psicologico”) di Elisa.
  2. Che Nardinocchi non è consapevole della potenzialità di ciò che fa. C’è infatti un momento in cui Pop Topoi gli dice che c’è un modo per descrivere la sua musica:

PT: La parola c’è: pop. AN: Non sono d’accordo, “pop” è ciò che popolare. PT: Si è pop anche per ambizione. AN: Appunto, io non posso nemmeno ambire a essere popolare perché, non appartenendo a nessuna categoria, per gli standard di diffusione odierni non posso arrivare a tutti. Esistono solo nicchie, grandi e piccole (…) Sono in un buco nero, incollocabile, né sconosciuto né conosciuto, né tra cantautori né tra rapper.

Mi fa strano sentire queste parole perché Nardinocchi fa pop ed è pop. Non è neomelodico come Tiziano Ferro certo, non è tamarro come la metà delle canzoni che dobbiamo sorbirci questa estate, ma è pop come Micheal Jackson, per parafrasarlo. Mi viene da dire “è pop nel senso buono”, ma è proprio lì che sta il problema, in quel “nel senso buono”: tutti noi abbiamo introiettato l’idea che pop = merda commerciale, ma è un’idea snobistica e sbagliata. Il pop è una cosa figa.

La musica di Nardinocchi non è bella nonostante sia pop, è bella anche perché è pop.

Un pop orecchiabile e leggero ma non gigione, accessibile ma ricercato, che unisce suono nuovi con suoni retrò anni 80. Per capire di cosa parlo vi consiglio di ascoltare su Spotify tutto il suo album. Ma c’è un brano che vi consiglio più di tutti ed è l’ultimo singolo L’Unica Semplice, di cui qui sotto vedete il video in cui Nardinocchi gira bordo di una Delorean. Un brano molto anni 80, un po’ nostalgico e con una strofa melodicamente perfetta. Ascoltatela e se vi piace mettetela nelle vostre playlist estive e/o richiedetela al bagnino di turno. Potreste risparmiarvi qualche passaggio del tormento(ne) El Mismo Sol. Sì perché è vero che nel titolo dico che il pop è una cosa figa sì, ma mica tutto il pop eh.

Questa voce è stata pubblicata il 29 giugno 2015 alle 9:17 PM. È archiviata in Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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