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Le migliori band di X Factor 9 e i loro singoli

Mi son sempre chiesto il senso della categoria gruppi a X Factor. In Italia i gruppi vocali non hanno mai avuto grande successo e non è un caso che a X factor abbiano vinto una sola volta (gli Aram Quartet nella prima edizione) e il paragone più frequente sia quello con i Neri per Caso.

Quest’anno però X Factor Italia ha riservato una bella novità: la presenza delle band e la possibilità di suonare in diretta. Una novità che se dovesse funzionare potrebbe essere esportata negli altri X Factor in giro per il mondo.

Qui ho raccolto quelle che secondo me sono state le 3 migliori band di X Factor 9, ascoltate alle audizioni e ai bootcamp, e soprattutto ho raccolto i loro singoli più interessanti.

Osc2x (finalisti agli Home Visit)

Che non sia più il tempo delle rock band classiche chitarra-basso-batteria lo sappiamo da tempo. Gli Osc2x da Bologna interpretano molto bene il sound del momento, tutto synth, beat in 4/4 e tanta ecstasy. Spero vadano ai Live e che già agli Home Visit portino qualcosa di più elettronico e più vicino alle sonorità di Under the sun all night long il loro album d’esordio. Qui sotto puoi ascoltare Angela per iniziare a conoscerli meglio e qui trovi la loro pagina su Spotify per approfondire.

Landlord (finalisti agli Home Visit)

Appena li ho sentiti cantare West Coast di Lana Del Rey me li sono immaginati cantare i the XX, e con la cover di Lykke Ly abbiamo avuto tutti la conferma di quanto sia elegante e, diciamolo, indie il loro pop. Assai meno conosciuti nell’underground rispetto agi altri concorrenti, hanno all’attivo solo un brano, Hidden, che però è interessante.

The Panicles (eliminati ai Bootcamp)

Fedez, inaspettatamente alle prese con la categoria band, se l’è cavata bene ai bootcamp: ha eliminato la copia dei Placebo, i DramaLove, e ha dimostrato coraggio mandando avanti gli Iron Mais e non il punk-pop per teenager dei Traccia 24: musicalmente già sentito (vedi alla voce Blink 182, Sum 41, Finley, 5 seconds to summer) ma assai più forte discograficamente.

C’è però una grossa cazzata che ha fatto Fedez che mi ha ricorda quella fatta l’anno scorso da Mika con An Harbor. Mi riferisco all’aver mandato a casa i The Panicles. Si tratta di un power trio veneto in cui milita un cantante, Mik, con un’estensione vocale mi ricorda quella Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi. Mi hanno conquistato con una cover di Wonderwall e una di Pompo nelle casse (sì proprio il pezzo tamarro dei Power Francers) con cui hanno dimostrato di saper come is fa una cover, che non deve essere un “tale e quale”, ma una completa reinterpretazione (qui un po’ di post sull’argomento cover). 

Per cominciare a conoscerli meglio puoi ascoltare Simplicity, in odor di Arcade Fire, mentre qui su Spotify trovi puoi ascoltato il loro Ep in italiano, L’alba è l’ora migliore per tornare e il loro LP in inglese Simplicity: The Universe (Extended).

Questa voce è stata pubblicata il 4 ottobre 2015 alle 3:12 PM. È archiviata in Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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