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Non si esce vivi dagli anni 70: l’infatuazione del 2015 per il cantautorato seventies

Se ascoltate le next big thing secondo la stampa britannica e statunitense vi renderete conto che hanno quasi tutte qualcosa in comune.

C’è un sound che domina questo 2015: è la ballata cantautorale piano&voce e chitarra&voce di matrice seventies.

Che la musica dei seventies, specie dei tardi seventies, sia tornata di gran moda ce lo hanno ricordato i successi e il look di Bruno Mars ma soprattutto il successo di Get Lucky e Blurred Lines canzoni bandiera di quel movimento che con Squadrati ho definito Groovy.

Ma questo filone targato 2015 è diverso. Qui non si parla di schiattare funk e beat disco music, ma di cantanti piano e voce che riprendono a piene mani tanto dal repertorio soul anni 70 quanto dalle ballate pianistiche di Sir Elton John facendo impazzire critica in primis ma in alcuni casi anche il pubblico. Qualche nome?

Matthew E. White che si rifà al soul anni 70 come dimostra la bellissima Feeling good is good enough che ho inserito tra le migliori cose del 2015 secondo me.

Natalie Prass usignolo seventies prodotto dallo stesso Matthew E. White autrice di un pop seventies interessante osannato dalla critica. Fin troppo osannato forse. Anche se Your Fool ha un arrangiamento di archi e fiati che merita da solo l’ascolto. Prass è un po’ una versione femminile di Tobias Jesso. Jr, forse la più chiacchierata e più promettente next big thing nonché membro del club “piccoli epigoni di Elton John crescono” come dimostra la bellissima How could you babe che secondo me una delle più belle canzoni del 2015. Poi c’è Father John Misty ex batterista dei Fleet Foxes, bello, dannato, d’annata 1981 ma anche lui in in botta con i seventies. Insomma, se la prima metà degli anni Zero flirtava con gli anni 70 più rockettari (Black Keys, White Stripes) e la secondo metà con gli anni 80, pare che questo 2014/2015 segni il riemergere degli anni 70 sotto la veste della ballata cantautorale.

UPDATE: Infine Francesco su Facebook mi segnala che un altro esempio è anche Ryley Walker.

Ve ne vengono in mente altri?

Questa voce è stata pubblicata il 9 giugno 2015 alle 12:35 PM. È archiviata in Folk-Jazz-Blues '10, Preistoria '70-'80-'90, Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

4 pensieri su “Non si esce vivi dagli anni 70: l’infatuazione del 2015 per il cantautorato seventies

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