Apple u2 errore comunicativo (fuor di fail)

3 motivi per cui l’operazione Apple – U2 è un errore comunicativo (fuor di fail)

Questo non è un post dove si demonizza il binomio Apple – U2 solo perché su Twitter “così fan tutti” ma vuole essere una riflessione ragionata e fuori di retorica “Al fail! Al fail!” su questa operazione di marketing e sulle implicazioni per gli ascoltatori, sul brand Apple, sull’immagine degli U2 e sul prodotto in questione: Songs of Innocence, l’ultimo album degli U2.

Ma forse sto correndo. Facciamo prima un riassunto delle puntate precedenti.

Apple regala ai 500 milioni di utenti di iTunes l’ultimo album degli U2 Songs of innocence.

In pratica è come se lo avessimo acquistato: lo troviamo nel nostro cloud e anche non volendo possiamo ritrovarci ad ascoltarlo tra le nostre canzoni facendo un ascolto shuffle.

Songs of innocence sulla mia libreria iTunes - 3 errori Apple - U2

Songs of innocence sulla mia libreria iTunes

Dopo un paio di giorni a questa notizia ne fa seguito un’altra:

Apple “rimuove*” l’album degli U2 dalle librerie degli utenti di iTunes

*in realtà Apple non ha rimosso proprio nulla, ma ha facilitato la procedura di eliminazione, che prima non era affatto intuitiva. La stampa italiana ha travisato…

Ma cosa è successo tra queste due notizie?

Nel mezzo è successo che un bel po’ di utenti che non amano gli U2 (me compreso) hanno protestato sui social perché a loro degli U2 non può fregar di meno. Perché in un’epoca in cui tutto è free o freemium, a caval donato non solo guardi in bocca ma gli fai pure la gastroscopia.

Fin qui potremmo bollare il tutto come una protesta da haters: del resto sappiamo bene che sui social il grido #FAIL è il nuovo al lupo al lupo! Ma criticare la scelta degli U2 in sé vuol dire guardare il dito e tralasciare la luna.

Dunque, una volta spiegato il perché della polemica, torniamo alla domanda del titolo e proviamo a capire davvero: cosa c’è di male nella Apple che regala l’album degli U2?

L’operazione risente di almeno 3 problemi, due per Apple e uno per gli U2.

1) Infilando nelle librerie di 500 milioni di utenti un disco che nessuno ha mai chiesto, Apple senza volerlo ci ha ricordato che per quanto tu possa personalizzare la tua libreria (con chicche quasi introvabili, date, nomi degli autori, generi ecc.) la la tua libreria non è uno spazio intimo.

Anzi, iTunes non è la tua libreria ma è la libreria di Apple.

2) Apple avrebbe potuto valorizzare i suoi 500 milioni di utenti in quanto soggetti autonomi regalando loro un buono spesa o un buono sconto temporizzati, invece ha preferito trattare il suo pubblico come un gregge. “Toh bruca un po’ di U2 che non possono non piacerti”.

Apple ha omologato il suo pubblico. E in comunicazione mai mai omologare il tuo pubblico.

3) Ma c’è un terzo motivo per cui l’operazione Apple – U2 è un errore comunicativo, e riguarda gli U2.

Ok, la musica è un mercato, gli artisti sono imprenditori, i cambi stilistici sono riposizionamenti e i nuovi album sono nuovi prodotti. E ok, finire nelle librerie musicali di 500 milioni di persone è un colpaccio in termini di distribuzione del prodotto anche per una band da milioni di copie venute come gli U2. Però non dimentichiamoci che la musica non è una scopa di saggina: la musica è arte e il suo consumo è un’esperienza, è mosso da passione. Bene, questa operazione aggressiva (leggi questa marchetta) Apple – U2 non valorizza affatto l’album Songs of Innocence in quanto opera d’arte.

Se voi foste degli artisti usereste la vostra opera come la mountain bike che ti regalavano se compravi il set di pentole Mondial casa?

Usereste la vostra opera d’arte come un gadget regalo? E il problema non è il fatto che non costi: anche scaricare musica illegalmente dal web non ha un costo, anche l’ascolto su Spotify non ha un costo. Il punto è che qui manca un atto di volontarietà da parte dell’ascoltatore, che non ha mai chiesto di avere gratis Songs of Innocence, e credetemi:

Se dai qualcosa gratis a qualcuno che non l’ha chiesta quel qualcuno non ne percepirà mai il vero valore.

Questa operazione non giova all’immagine degli U2, sempre più imprenditori ben agganciati, sempre meno artisti ispirati, né a Songs of innocence, che non sarà percepito come un’esperienza ma meramente come un prodotto preso con la raccolta punti, e nulla di più. Come la gelatiera che avete preso all’Esselunga e non usate mai.

Questa voce è stata pubblicata il 17 settembre 2014 alle 12:58 AM. È archiviata in Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “3 motivi per cui l’operazione Apple – U2 è un errore comunicativo (fuor di fail)

  1. Pingback: Il sovversivo (Thom Yorke) e i mercenari (U2) dichiarano guerra a Spotify | Goodbyezero

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