sociosemiotica di paola e chiara

Può una hit rovinarti la carriera? Sociosemiotica di Paola e Chiara

Siamo animali sociali. Agiamo sempre sulla base dell’idea che gli altri hanno di noi: accentuiamo delle componenti della nostra personalità quando siamo in un particolare gruppo sociale; a volte rinforziamo con parole e azioni l’idea che l’interlocutore ha di noi; altre volte la contraddiciamo per emanciparci da quell’immagine che ci sta stretta. Addirittura anche la vergogna che proviamo in privato facendo qualcosa di “osceno” è un’introiezione del giudizio sociale.

Tutti questi casi sono l’esempio che l’immagine che gli altri hanno di noi influenza pesantemente le nostre azioni.

E quando diciamo “del giudizio degli altri me ne infischio”, stiamo dicendo una grossa cazzata.

A questo punto, applichiamo le nostre teorie sociosemiotiche a un caso concreto: Paola e Chiara.

L’identità celtica e autoriale vs. l’identità da coriste:

Iniziano la loro carriera cantando in una band chiamata Elefunky, che viene scelta da Claudio Cecchetto come supporto degli 883 di Max Pezzali. Dopo il grande successo, per Paola e Chiara giunge la necessità di sfruttare quella popolarità, emancipandosi però dall’identità di coriste. Decidono di affermarsi come cantautrici e, complice un viaggio a Dublino e un film (Braveheart con Mel Gibson, giuro), le due sorelle si contruiscono un’identità celtica. A dimostrazione del loro amore si fanno tatuare un trifoglio sull’ombelico. Perché l’identità va esibita.

La combo funziona: partecipano a Sanremo 1997 nella sezione nuove proposte e vincono con Amici come prima: sul palco si presentano vestite uguali, di rosa, cantando all’unisono con voce da Alvin Superstar. Due bamboline in una grande casa delle bambole, l’Ariston.

paola e chiara amici come prima

L’identità cattiva vs. l’identità da bamboline:

Accusate di essere infantili e costruite a tavolino, rispondono lanciando un album dagli intenti rock dove urlano “Ci chiamano bambine che non sappiamo fare”; a metà tra sfogo adolescenziale (nel pezzo si parla di rapporto genitori-figli) e risposta alle critiche personali (del ruolo dei testi per costruirsi un’immagine alternativa ne ho parlato qui).

Al Sanremo 1998 si presentano con un pezzo pop rock godibile (Per te), capelli tagliati (quasi a rappresentare un taglio netto col passato) e vestite in modo diverso l’una dall’altra. Segno particolare: entrambe sembra si siano tuffate nell’armadio cosparse di Vinavil. Mal vestite si diceva allora, hipster diremmo oggi. L’obiettivo è chiaro: rompere con l’immagine delle bamboline.

paola e chiara sanremo 1998 per te


Giornata storica, il secondo album, non passa certo alla storia come un successo. Le due ragazze si cimentano come conduttrici televisive su Mtv. Quando tornano alla musica dichiarano il loro amore per George Micheal, appendono le chitarre al chiodo e mettono da parte l’Irlanda in favore di un album pop-dance con qualche inserto spagnoleggiante allora in voga: Television (2000).

Il singolo d’apertura Vamos a bailar (esta vida nueva) segna, sin dal titolo, il nuovo corso, e diventa la canzone dell’estate: disco di platino e primo posto per sei settimane consecutive. Spagna – Irlanda 1 a 0.

Può una hit rovinarti la carriera? Dalla svolta sexy al parossismo del sexy

La nuova immagine di Paola e Chiara è a metà tra il carattere algido dell’europop (ben espresso dalla copertina della prima edizione del disco) e un’immagine più latina e sexy ben espressa nel video di Vamos a Bailar, non più volgare di tanti altri video pop.

Eppure, Paola e Chiara sottovalutano il ruolo del ritornello killer nel dar loro successo e sopravvalutano quello della loro nuova immagine sexy e latina.

Quello che si innesca da qui in poi è un gioco di specchi sociali, riassumibile come: “il pubblico ci ha visto sexy, e questo è quello che vuole, allora diamoglielo! Confermiamo l’immagine che il pubblico ha di noi!”. Ma il gioco degli specchi all’infinito ha il potere di deformare l’immagine…

In Festival sembrano miss maglietta bagnata in gita a Copacabana. E, dove il video non arriva ad osare, ci pensano le parole ad esaltare la carica sexy delle immagini.

Il passo successivo è lasciare da parte le suggestioni per iniziare a parlare di sesso a tutto spiano. Così lanciano Kamasutra che recita: “Sì dammi l’estasi, sono in orbita, Kamasutra”. Il video viene censurato. Qui sotto dei fotogrammi della versione censurata.

Il tentativo di confermare l’immagine sexy di Vamos a bailar conduce Paola&Chiara in un turbine caricaturale che dal sexy le porta alla volgarità.

In due anni Paola e Chiara si trasformano in due Sara Tommasi ante litteram. Incapaci di fare musica ma concentrate solo nell’innalzare il livello della provocazione sessuale, non si rendono conto che l’ammiccamento nel pop è molto più forte della perversione esplicita, perché la sublima e la porta nelle case degli italiani (Vamos a Bailar) invece che condurre alla censura (Kamasutra). E comunque oltre un certo livello la trasgressione stanca – ditelo pure a Miley Cyrus.

Luciana Littizetto nota la china delle due ragazze e la immortala in una storica imitazione: è la fotografia di un declino.

Il declino, il ruolo delle incomprese e la vera incomprensione…

Quando tornano alla carica con Giungla (2013) si sono ormai schiacciate nel ruolo delle ballerine da lap dance, delle ragazze che potresti veder gravitare attorno a un personaggio come Andrea Diprè.

Paola Iezzi sul suo profilo Instagram

Paola Iezzi sul suo profilo Instagram

Non passa nemmeno un mese dal lancio di Giungla e, avendo capito che è e rimarrà un flop, rilasciano interviste cariche di tristezza e rabbia:

  • accusano il pubblico e la critica di non accettare la musica pop-dance prodotta in Italia, di essere schiavi del mercato angloamericano: salvo che loro sono le prime a copiare quel modello;
  • accusano il pubblico di non comprenderle, quando sono loro stesse che non hanno compreso il senso del sucesso di Vamos a Bailar e hanno passato la vita a rinforzare l’immagine sexy che avevano instillato negli occhi del pubblico, fino a dare vita a una caricatura di loro stesse.

Può una hit rovinarti una carriera? Se ti fa perdere il controllo della tua immagine pubblica sì. Nel caso di Paola e Chiara è successo.

Questa voce è stata pubblicata il 3 maggio 2014 alle 7:55 PM. È archiviata in Anni Zero, Pop '10, Preistoria '70-'80-'90, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Può una hit rovinarti la carriera? Sociosemiotica di Paola e Chiara

  1. Dodo in ha detto:

    D’accordo!!!

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