how deep is your love cover

How deep is your love e l’arte delle cover: Cristina Donà batte John Frusciante

Adoro le cover acustiche.

L’ho detto una mezza dozzina di volte su questo blog: a proposito di Kids degli Mgmt rifatta dai Flaming Lips, di I love it delle Icona Pop rifatta da Florence and the machine, di Silver Stallion rifatta da Cat Power, di Almeno tu nell’universo cantata da Elisa, e di Patrick Wolf che fa l’autocover di Vulture.

Adoro anche le liste (am I ossessivo-compulsivo?).

Così da poco ho unito le mie due passioni e ho aperto una lista su Trello dedicata alle canzoni di cui voglio fare una cover alla chitarra acustica.

Dato che una cover acustica mi piace quando stravolge una canzone, la lista comprende artisti molto-molto lontani dai miei gusti: Bruno Mars, Whitney Houston, i Platters, Fred Astaire, una canzone tamarra tratta da qualche Hit Mania Dance dei primi Anni Zero e i Bee Gees. Ma il brano non è una Stayin Alive qualunque (che domina la classifica delle canzoni dei Bee Gees più ascoltate su Spotify) bensì How deep is your love?

How deep is your love? ha degli accordi che suonerebbero benissimo solo voce e chitarra e in versione un po’ più rallentata e intima.

Bene. Da due giorni, da quando cioè ho buttato giù il titolo in Trello, non faccio altro che cantarla immagindola in versione chitarra e voce. La canto sempre e ovunque: a lavoro; in fila alla cassa; sull’autobus; persino nell’ascensore con l’agente immobiliare che ha iniziato a seguirmi in falsetto. Per dire.

Poi a un certo punto mi sono detto. Ma vuoi che solo io mi sono fissato sulle potenzialità “chitarra e voce” di questo pezzo che risulta essere tra i più coverizzati del repertorio dei Bee Gees? Vuoi che tra i vari Take That, Mina, Micheal Bubblè non ci sia uno che l’abbia resa come io vorrei renderla (cioè acustica e straziante)?

E infatti non sono solo.

A rallentarla un pochino ci ha pensato Micheal Bubblé in compagnia di Kelly Rowland. Il risultato? Una confezione di marshmallows è meno stucchevole. Diciamolo pure, Micheal Bubblè è carne levata alla tartare. Un bovino insomma.

A renderla acustica ci ha pensato John Frusciante in una versione live che ha avuto un gran successo sul web (e in cui si assiste a un comico siparietto con Anthony Kiedis che prova sgraziatamente a inserirsi nella canzone, irritando Frusciante).

Ma la cover che preferisco di How deep is your love? è italiana. Ed è opera di Cristina Donà, cantautrice che se non conosci potresti iniziare a conoscere partendo da qui.

Lei ha saputo togliere la patina dalla canzone e riportare alla luce la sua essenza; ha saputo mettere da parte a volte la melodia quando si fa ingombrante. E ok. Ha dato forma con anni di anticipo all’idea di cover che stavo formulando in testa.

Vorrà dire che non la suonerò, che tanto è meglio, e mi limiterò ad ascoltarla.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 marzo 2014 alle 11:47 PM. È archiviata in Pop '10, Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “How deep is your love e l’arte delle cover: Cristina Donà batte John Frusciante

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