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Nada – “Occupo poco spazio”: l’ennesima conferma dalla madrina dell’indie italiano

Giocando con il titolo dell’ultimo album di Nada, Occupo poco spazio, potrei dire che Nada occupa uno spazio ancora troppo ristretto nella musica italiana. Gioco con le parole ma sono serio.

La storia musicale di Nada Malanima è quello che si può definire un percorso artistico: una continua ricerca musicale, un continuo collaborare con altri artisti e mettersi in discussione…

Esordisce a Sanremo nel 1969, all’età di 15 anni, con Ma che freddo fa: così giovane che si guadagnò il soprannome di pulcino di Gabbro (negli anni 60 e 70 in Italia andava di moda collegare le grandi dive della musica italiana a nomi di animali(!)). Poi arrivano gli altri successi Pa’ diglielo a Ma’ con Ron e Il cuore è uno Zingaro con Nicola di Bari.

Da allora nella carriera di Nada si sono susseguite tante svolte musicali.

La svolta degli anni 70 verso la canzone d’autore à la Piero Ciampi, apprezzata dalla critica meno dal pubblico (e te pareva); la svolta degli anni 80 verso il pop, che le ha portato nuovo successo commerciale, anche grazie alla hit Amore disperato, che ancora oggi balliamo nelle discotecche indie rock nella versione originale o in quella dei Super B. E poi, dopo un periodo di scarso succeso tra gli anni 80 e 90, una nuova svolta, quella verso un cantautorato maturo a tinte rock.

Inizia tutto con Guardami negli occhi presentata a Sanremo nel 1999, con Nada che gareggia (tra gli altri) conto Mariella Nava e fa capire al pubblico che un cambio di consonante può essere portatrice di tante, tante differenze.

Ed è così che arriva una tripletta di dischi in crescendo: prima Dove sei sei (1999); poi L’amore è fortissimo il corpo no (2001) in cui collabora con Cesare Basile e che contiene il bellissimo punk rock di Meraviglioso [ascoltabile a fine articolo]; e dulcis in fundo Tutto l’amore che mi manca (2004), prodotto da un meraviglioso John Parish (Pj Harvey) e premiato al MEI come miglior disco indipendente dell’anno. Secondo me l’apice della carriera di Nada. Ascoltare Piangere o no per credere [a fine articolo].

Così Nada diventa la madrina della musica indie italiana.

Torna a Sanremo nel 2007 con Luna in piena (una delle mie canzoni italiane preferite degli Anni Zero, che potete ascoltare a fine articolo) che nella serata dei duetti canta con Cristina Donà. Nel 2009 canta in Vuoti a perdere contenuta in Andate tutti Affanculo degli Zen Circus che due anni dopo la supporteranno nel tour del suo nuovo album, Vamp, insieme a Francesco Motta dei Criminal Jokers, band punk new-wave toscana.

A questo punto non dovreste stupirvi se vi dico che l’ultimo album di Nada (sì il pulcino di Gabbro che cantava Pa’ diglielo a ma’) è prodotto artisticamente da Enrico Gabrielli Der Maurer dei Mariposa e Calibro 35 ed è suonato da un’orchestrina indie composta anche da Rodrigo D’Erasmo, violinista che ha sotitutito Dario Ciffo negli Afterhours.

In Occupo poco spazio c’è la musica di David Bowie, evidentissima in Sonia; c’è il punk gitano di Questa vita cambierà che potrebbe piacere ai fan degli Zen Circus e potrebbe far muovere il culo dalle parti dell’Estragon e dell’Alcatraz; c’è il basso post-punk/new wave del singolo L’ultima festa; e c’è la meravigliosa progressione musicale della title track, che parte piano, poi si fa cosmica e poi si fa arrabbiata (“sfatta come una polpetta lanciata dalla bocca di un tempo morto”).

Quando Nada canta Occupo poco spazio esprime un sentimento masochista presente in molte sue canzoni e che ben si accorda col suo cognome. Ma io, forzando le parole, credo che dovremmo usare Occupo poco spazio come un monito: perché Nada meritebbe molto più spazio nel canzoniere pop-rock italiano, molti più estimatori.

Se ascoltandola occuperà un posto nel vostro cuore e nei vostri ascolti fatemelo sapere nei commenti.

Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2014 alle 9:34 PM. È archiviata in Anni Zero, My Zerolist, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “Nada – “Occupo poco spazio”: l’ennesima conferma dalla madrina dell’indie italiano

  1. Meraviglioso già mi piace!

  2. Bella! Io adoro Piangere o no, l’hai sentita?

  3. Pingback: Le 10 migliori canzoni italiane del 2014 | playlist Spotify | Goodbyezero

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