quadrato semiotico hipster

Quadrato semiotico dell’hipster (via Squadrati)

Quadrato semiotico dell’hipster (via Squadrati)

Prima o poi sarabbe toccato anche all’hipster di essere fatto in quattro. E così è accaduto. Infatti, l’ultima usicta quadrangolare firmata da noi Squadrati  è il Quadrato semiotico dell’hipster.

Il primo squadrato i cui poli raccontano uno sviluppo narrativo cronologico oltre che logico.

Il quadrato parte infatti dalla nascita del concetto di hipster nell’ambito del jazz anni ’30-’40. Gli hipster originali (X) erano quei musicisti/amanti del be-bop, che facevano dell’improvvisazione e dell’istintività il loro tratto distintivo.

Per la maggior parte di colore, erano definiti hip: aggiornati, all’ultima moda, cool, aperti alla contemporaneità.  Pertanto erano opposti agli squared (gli squadrati!) – la gente normale, inquadrata – così come a chi ascoltava swing, considerata musica commerciale.

Segni particolari: zoot-suit e droghe naturali, se andava bene, eroina per i più addicted.

Gli hipster sono stati modello per la generazione beat o beatnik.  E quì ci spostiamo negli anni ’50-’60. Il jazz rimane, la droga pure, ma si fa psichedelica (LSD), il tutto mentre l’hipster beatnik (non Y) si fa più bianco, intellettuale e politicizzato.

Da lì il buio, finché il termine hipster, che fa capolino negli anni ’80-’90 (ne parlò anche Calvino), riappare con convinzione negli Anni Zero.  Solo che nel Neo Hipster (Y) quell’elogio dell’anticonformismo si fa elogio del fuori-moda. Ed ecco il Neo hipster intento a fagocitare pezzi di passato: vinili, occhiali vintage, lomo, il tutto mischiato a un look a volte montanaro, camice a quadri e barba, a volte più ricercato, panama e baffo. È tutta una ricerca ben poco storica e molto da baule e armadio, che peraltro ripiega spesso sul finto vintage di H&M e American Apparel.

Infine, l’arte degli hispter originali (X), il jazz, lascia il posto a velleità artistiche naif che si consumano in 4 accordi di hukulele o tastiera Casio.

Ma è solo un primo passo di un processo ben più hard. Una volta consumati gli anni ’70 e ’80, il neo hipster, sempre in sella alla bici a scatto fisso e sempre più affamato di passato, inizia a fagocitare gli anni ’90, mischiando i k-way mimetici alle Dr. Martens, e sostituendo la lomo con il game boy. Ed è così che si fa Trash-Hipster (non X). A quel punto non ci si stupisce più se le droghe naturali dell’originale hipster si sono fatte sintetiche e lo vedi ballare hipster house da fattoni, invece che be-bop.

E noi a chiamarli ancora hipster, sebbene il significato sia molto lontano, contraddittorio rispetto a quello originale.

Questa è un po’ la storia di come si è evoluto il concetto di hipster. Se ti interessa ma trovi sia un pippotto e vuoi un riassunto visivo facile da condivider beccati il quadrato semiotico dell’hipster su Squadrati.

Questa voce è stata pubblicata il 15 marzo 2013 alle 12:52 AM. È archiviata in (sub)CULTure, Anni Zero con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Quadrato semiotico dell’hipster (via Squadrati)

  1. Pingback: Dinosauri, videoclip fatti con Instagram e il fascino della retrodance | Goodbyezero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: