drink to me-miglior disco italiano

Drink to me – S – Il miglior disco italiano del 2012

Drink to me – S – Il miglior disco italiano del 2012 –  Sono osannati dalla critica. Rock it in particolare. E questo non è che sia per forza un merito. Anzi. Ma i torinesi Drink to me sono eccitanti davvero. E se Brazil mi aveva fatto alzare le antenne, S me le ha fatte indurire…

L’inizio di S non lasciaspazio a dubbi. Henry Miller è un viaggio onirico-korgiano di 5 minuti. Un tappeto di synth che piacerebbe molto agli MGMT e un beat che fa molto Animal Collective. Ma derivazioni a parte, il sound e la melodia si uniscono a formare un magma sonoro di sicuro impatto sull’ascoltatore.

The elevator poggia una melodia discreta su un beat e un clapping concitato trainato da un basso distorto che è un piacere. Un po’ di ritmo prima della bellissima calma: quella Picture of the Sun che è un gioiellino pronto per essere lanciato come singolo. Un walzer di tastiere e sintetizzatori che sfocia in un ritornello che induce alla ripetizione ossessiva. E a chiudere il quartetto virtuoso e portare a termine il processo di accalappiamento dell’ascoltatore arriva Future Days, degno primo singolo dell’album. Muro di synth, clapping contagioso, basso sempre lì a trainare, e melodia sognante da urlare (sudando&saltando). Questo si chiama pop.

Dopo Spaceun pezzo, che tiene bene i suoi tre minuti, arriva a introdurre più varietà Dig a Hole with a Needle, con il suo beat nervoso e i suoi bassi e cupi che riecheggiano gli Aucan di Black Rainbows. Pezzo ben riuscito, anche grazie alla sua coda strumentale.

Dopo il nero ritornano i colori. Più colorati di prima. LA 13 pt 1, con i suoi synth tremuli come campanellini e la sua melodia presa in prestito da una filastrocca per bambini mai scritta (“look-look-look at me now / I’m having fun) , e la sorellina LA 13 pt. 2 che inizia come pura musica da aperitivo per poi morie seppellita dai rumori di un modulatori di frequenza. Ma il mood ormai è più dancettaro, dunque Disaster Area non stupisce.

A chiudere, un degno finale: quella Airport Song che racchiude in sé le diverse anime dei Drink to Me. Inizio in sordina, basso e batteria, perfetto per un brano post rock; scarica di basso e batteria in odor di post punk/funk nella parte centrale e apertura onirica finale con tanto di falsetto à la Jonsi.

In due sole parole S è un piccolo capolavoro. Certo non si può negare che il tro torinese abbia guardato oltremanica e oltreoceano oltremodo, contaminando con un oceano di synth le acque del suo post rock. Ma l’accusa che circola in alcuni nodi della rete, che pur non è infondata, deve fare i conti col fatto che anche il post rock di Brazil non era né italiano né esente da citazioni e derivazioni. Quello che conta è, qualunque cosa facciano questi ragazzi e da qualunque parte provenga, la fanno dannatamente bene.

Forse il miglior disco italiano di questo primo semestre del 2012.

Come direbbe Paolo Ziliani:Voto 8 e 1/2″

Questa voce è stata pubblicata il 23 luglio 2012 alle 4:05 PM. È archiviata in Anni Zero, Electro-Dance-Trip Hop '10, Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

6 pensieri su “Drink to me – S – Il miglior disco italiano del 2012

  1. Eccoci qui pronti ad ascoltare gruppi a me sconosciuti. Innanzitutto bisogna fargli i complimenti per il nome, frase che ultimamente dico troppo spesso purtroppo…

    Ascoltati i video dico che dedicherò il mio prezioso tempo alla loro musica!!! Non male, veramente non male…

    Ah… Quella con la maglietta verde è mia!
    😉

    Te arrangiati!

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