Miami Indie Importante

Miami e tabù: se indipendente diventa importante

Miami e parole tabù: se indipendente diventa importante – Quando arrivo all’idroscalo di Milano per una serata al Miami ad attendermi all’entrata c’è un vecchio cartello con su scritto “Musica Indipendente a Milano”. Un cartello vecchio di 5 anni almeno e mai sostituito che mi ha fatto sorgere una riflessione…

Il Miami nasce nel 2005 come Festival della Musica Indipendente a Milano, ma nel 2007 quell’Indipendente viene cancellato e sovrascritto con Importante

Scelta non sciocca, per vari motivi.

1) Indipendente=>Indie è un termine senza molto significato, nasce per definire lo stato di un artista legato a etichette minori, e poi si trasforma nel corso degli anni ’90 e degli Anni Zero in uno stile vestimentario blandamente alternativo fatto di ciuffi lunghi, vans e maglie a righe e in un genere che ruba i riff di basso e chitarra della musica New Wave rimpastandoli con un’attitudine pop e l’amore per i synth.

2) Ma anche prendendo per buona l’etichetta “musica indipendente”, nella misura in cui, usandola, bene o male ci capiamo (e la lingua e la comunicazione servono a questo) indipendente è anche un attributo che limita le potenzialità della scena a cui si riferisce, relegandola a un ruolo marginale.

Dunque niente più parola Indipendente al Miami dal 2007-08 (sbadati cartelloni a parte). Ma a interessarmi non è la sostituzione in sé, ma l’ostinata negazione del termine. Operazione molto-molto diversa, che nasconde secondo me vari significati.

A) Motivo pratico 1: dire che sei indipendente limita il tuo potere della contrattazione dei prezzi da proporre agli sponsor.

B) Motivo pratico 2: dire che sei indipendente ti impedisce di avere in programma artisti fintamente indie e in realtà legati a multinazionali della musica o ti consente di averli mettendoti però a rischio incoerenza.

C) Motivo culturale: Però, io che son semiotico, e che non credo che ci sia una sola spiegazione alle cose (e non la cerco nemmeno, perché penso che quella che chiamiamo spiegazione è un ammasso di forze che muovono la cultura e di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli) credo che dietro questa negazione della parola Indipendente si possano leggere uno specifico fenomeno, che può essere spiegato rispondendo a una domanda:

Chi è l’Indie?. Indie è chi dice di non essere Indie.

Perché è un soggetto che vuol essere alternativo a tutto, antagonista per forza, contro a prescindere, e così facendo finisce per abitare questo paradosso logico.

E allora mi pare che ci sia tanta voglia di perpetrare questa “attitudine contro”, tipicamente adolescenziale dietro l’accanita negazione (che è diversa dalla cancellazione) della parola Indipendente nel Miami e nei suoi organizzatori.

Per questo motivo il Miami è indie, e se uno dei suoi organizzatori dice il contrario tranquillo: è solo il suo modo di dirvi “Sì”.

Questa voce è stata pubblicata il 18 giugno 2012 alle 6:22 PM. È archiviata in (sub)CULTure, Anni Zero, Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “Miami e tabù: se indipendente diventa importante

  1. Pingback: I Cani al Magnolia Live Report: hype, cover a tavolino e belle canzoni « GoodbyeZero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: