mudhoney grunge

Grunge = Mudhoney

Grunge = Mudhoney – Quando Salvatore mi ha mandato la solita mail con la lista dei gruppi su cui scrivere per il mese di maggio, non ho avuto dubbi: Mudhoney.

E non solo perché amo il sound grezzo della band di Bellevue, Seattle, ma anche perché credo sia una delle realtà più sottovalutate del grunge, soprattutto se paragonati ai Nirvana, che per quanto forti delle grandi intuizioni cantautorali di Cobain, rimangono uno dei gruppi più sopravvalutati della storia

Stasera i Mudhoney suoneranno a Bologna, per sapere dove, quando (e quanto costa il concerto) fai un salto su Zero, mentre per avere 600 battute di informazioni su quel gruppo storico che non ha fatto abbastanza storia puoi rimanere su queste pagine bianche e rosa. Dopo di che però devi rispondere a una domanda:😉

Per molti grunge significa Nirvana. Quei molti non sanno che il termine nasce per descrivere la sporcizia sonora dei Mudhoney. Loro, che il sudiciume lo portano nel nome (mud), e che di honey da vendere ne hanno poco, sono il primo e ultimo gruppo grunge: primi ad arrivare, ultimi ad andarsene, dato che la loro carriera continua anche oggi. E il bello è che le ultime prove non hanno infangato il sound delle origini. Un sound sporco come me, che dopo un viaggio in regionale e con la camicia di flanella (a maggio) mi tufferò nella folla appiccicosa per cantare “Touch Me I’m Sick”. (via Zero)

Bene, a questo punto sono curioso: secondo te quale gruppo rappresenta al meglio il suono e l’estetica grunge? La mia scelta l’ho già fatta. A te la parola…😉

Questa voce è stata pubblicata il 23 maggio 2012 alle 11:13 PM. È archiviata in GoodbyeLive, Preistoria '70-'80-'90 con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

5 pensieri su “Grunge = Mudhoney

  1. Non mi puoi scrivere “Stasera i Mudhoney suoneranno a Bologna” ed io leggo questo articolo solo oggi! Si, sono una gran sbadata.

    Tralasciamo subito il fatto che per me Grunge = Seattle (mi piace vincere facile), perchè etimologicamente “grunge” non è affatto un genere musicale e non è una categoria, ma un movimento che come una bolla si è creato e si è distrutto all’interno di una sola città, in un solo momento della storia.

    Tralasciando ciò, sono una persona che si disamora subito del più famoso, del popolare, del più urlato. Cioè: ho sempre odiato i Nirvana. Sarà perchè durante una gita da Londra verso Oxford nel lontano 1993 ero seduta in fondo al pullman ed ho vomitato ripetutamente al suono di una cassettina dei Nirvana sparata a tutto volume dentro l’abitacolo da un manipolo di studenti in preda a crisi adolescenziali ed acne. Quel giorno ho scoperto di soffrire il mal d’auto, e il mal di Kurt.

    Ugualmente ho sempre odiato le lotte mediatiche costruite a tavolino tra i big. Un po’ come Britney Spears vs Christina Aguilera (ma quello era per far arrapare i maschietti). Quindi Nirvana vs Pearl Jam… beh era un’operazione commerciale, dai.

    Quando però ho intuito il distacco dei Pearl Jam dalle tv nazionali, mi sono subito proiettata verso di loro. Ad oggi posso dire di aver visto 5 loro concerti dal vivo. E non dimentichiamoci che loro aprivano i concerti dei Red Hot Chili Peppers.

    Il succo secondo me non è Mudhoney nè PJ nè Kurt nè bla bla bla. Il succo sono tutte quelle band che hanno dato sostegno musicalmente al movimento grunge, perchè senza di loro Pearl Jam e Nirvana (e Soundgarden?) non avrebbero avuto quella spinta così forte, così convincente.

    Io preferisco i Temple Of The Dogs. Io preferisco Jeff Ament e i Mother Love Bone, io preferisco i Soundgarden (ma vi ricordate che musicisti sono usciti da lì?) e Layne Staley e la sua vita rovinata dallo speedball. Io preferivo i musicisti, non le gare a chi era più fico.

    Io preferivo il sound di canzoni come questa: http://www.youtube.com/watch?v=fo7hLyv6prM

    — Patrizia

    • @Patrizia: Grande Patrizia, non posso che concordare. Del resto l’articolo è scritto più che per andare contro il cliché Grunge=Nirvana ma è certo che si tratta di una scena ricca di umori interessanti, a prescindere dai grandi nomi. Era importnate il tutto più che le singole parti. E progetti come Temple of the dog e Mad Season (così come tutto l’intreccio Green River, Mother Love Bone, Mudhoney , Pearl Jam) dimostrano una volontà di collaborare insieme in barba a faide mediatiche. Di più: sono testimonianze della consapevolezza di far parte di una stessa scena, di venire fuori dallo stesso humus. O forse siamo noi che con uno sguardo verso il passato vediamo una consapevolezza che in quel moemnto non c’era, ed era solo furore, etsasi del momento. Ma poco importa. Quelo che importa è che sono arrivate fino ad oggi perle nere di rara bellezza. E se tu lanci Long Day Gone (e io ti ringrazio così come ti ringraiza il mio ufficio perché l’ho subito messa su alzando il volume) io ti rispondo con il brano che più mi emoziona tra tutti quelli usciti da Seattle primi anni ’90 http://www.youtube.com/watch?v=G2_hNCu4iak

  2. Le faide sono la spettacolarizzazione di un fenomeno notiziabile… un po’ come quando cade un aereo e all’improvviso su tv e giornali non si parla d’altro che di tutti gli aerei che cadono (cioè tipo nessun’altro).

    “Sono arrivate sino a noi perle nere di rara bellezza” e concordo sulla loro possibile non consapevolezza!

    Nutshell… mi fai scendere una lacrima. Ho questo cd masterizzato, in cui ci sono dentro 2 album: “Above” e “Jar of Flies”, uno di seguito all’altro. Dato che tutte le tracce erano di fila, non ho mai distinto quando un album terminava e cominciava l’altro. Io nel 1994 (anno di uscita di Jar of Flies) facevo ancora le medie, e come succede a molti mi è capitato di apprezzare un genere musicale molto dopo la sua “fine”. Molto dopo quella famosa gita in bus verso Oxford di cui sopra. Penso di aver ascoltato il mio cd masterizzato per anni e anni, almeno un centinaio di volte. Era da un po’ che non lo sentivo – grazie.

    Tocca a me rilanciare adesso –> http://www.youtube.com/watch?v=cMQmp4NsJdU – Ci sono rimasta così male quando ho trovato questo cd in una Feltrinelli di Roma anni fa. Io me l’immaginavo con un packaging scuro, magari di cartone grezzo. E invece è proprio un classico cd GIALLO e colorato…

    Posso provare a darti uno spunto per il prossimo post di GoodbyeZero? Unici indizi:
    – Cinema Teatro Manzoni, Bologna, 9-12 Luglio 2000
    – Voice and Electronics: Mike Patton

    Buona giornata Redazione

    • Sai che io non vado pazzo per i Temple of the dog? Mi sembra rappresentino quella parte di Grunge che aveva già introiettato alcuni stilemi e suoni propri del rock mainstream di fine anni ’80/primi anni ’90. Quel pianoforte elettrico, quelle melodie malinconiche ma quasi confortanti che poi avrebbero dominato Radio Capital. Li trovo già un po’ classic rock, non so se mi spiego. Ma visto che il rilancio va avanti, e che so bene che con te trovo terreno fertile, ti chiedo: e dei Melvins ne vogliamo parlare? Io che amo lo stoner (anche più del grunge) li stimo e li metto sopra tutti http://www.youtube.com/watch?v=SPd0ICErfF0&feature=relmfu Su Patton questo sì che è uno spunto. Devo ascoltarlo meglio però. Loo ascoltai di sfuggita e direi che merita, eccome. Garzie!😉

      • No no, i Temple of the Dogs sono pop, mica classic rock. Digressione aneddotica per digressione aneddotica, è un po’ come ascoltare Virgin Radio dalle 10:00 am alle 15:00 pm: ti chiedi dov’è il sound che vuoi sentire.
        Però a me piacciono lo stesso perchè sono una gran poppante (tradotto: “estimatrice di musica pop”).

        Ecco, sui Melvis ammetto la mia ignoranza invece! Mi ricordo questi gran riff in palm mute che mi han sempre fatto domandare “perchè questi copiano i Metallica?” o “C’è lo zampino di un Osbourne, ecco perchè il suono alla Black Sabbath”. Poi crescendo ho scoperto youtube e wikipedia e ho capito che mi ponevo domande del cazzo, ma il mio interesse per i Melvins non è mai veramente cominciato.

        Tornando a Patton, è davvero inutile farne un’altro elogio. Penso che lo abbia elogiato persino Dio (Ronnie James). Interessante è scovare una delle diecimiliardi di chicche che ha prodotto nella sua carriera, tipo questa –> http://www.youtube.com/watch?v=31hvVHJcFuo (e se ci hai giocato e non lo sapevi, tieniti la mascella); o tipo Mondo Cane o tipo quella che ti ho postato io sopra. Mi piacerebbe che tu facessi un post al riguardo!

        Invece io ti lascio con un pezzo controverso –> http://www.youtube.com/watch?v=AUO_5EALZoM
        🙂

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