Lo Stato sociale - Turisti della democrazia

Lo Stato Sociale – Turisti della democrazia: la recensione

Confesso che quando mi è arrivato a casa il pacchetto di dischi targato Garrincha il primo Cd che ho messo in play è stato Turisti della democrazia. E per i giorni seguenti l’ho consumato.

Oggi, a due mesi e passa di distanza (e proprio quando lo stato sociale, quello vero, si è dato alla macchia) lo rimetto in play traducendo suoni e pensieri in parole

È tipico dei recensori spacciare le proprie analisi e se stessi per oggettivi. Bene, io non lo sono (né aspiro ad esserlo) e non lo sarò neanche questa volta. Approcciarsi con oggettività a un disco dei ragazzi bolognesi, infatti, vorrebbe dire mettere in luce le voci non proprio educate al canto, ma una recensione è fatta per sua natura di opinioni, e la mia personalissima è che Turisti della democrazia abbia così tante frecce al proprio arco che le stonature passano quasi in secondo piano (quasi però eh!).

Abbiamo vinto la guerra è il miglior inizio che si possa immaginare in un disco degli Stato. Basso in primo piano che da solo vale l’intero pezzo, melodia che non può non essere canticchiata e synth furbetti acchiappatutti.

Mi sono rotto il cazzo mette in mostra una delle migliori caratteristiche dei ragazzotti di Bologna: la lingua biforcuta e sottile. Ma è con Cromosomi  che Lo Stato butta giù il suo pezzo prototipico, nonché uno dei più belli: per il testo (“me ne vado chissà dove, a cercare lo stesso benessere in un luogo dove non siano richieste tessere”), per il giro di tastiera killer, per la varietà nell’arrangiamento. Un brano per l’uso della chitarra acustica, per il lai-lai-lai-laaai-la-la-la, e per il “Chi sei? Cosa vuoi? Cosa valuti?” berciato mi ricorda (va bene lo ammetto:) il primo Vasco Rossi.

Vado al mare fa molto Blur di Girls & Boy. Fin troppo. Ma si risale con Sono così indie: sonorità simili ma testo cinico e divertente che spara a zero su quel mondo indie fatto di poser e di finto antagonismo adolescenziale. Una canzone che conferma che è tipico degli indie negare il proprio essere indie.

Ma se alla quinta canzone il rischio è di dire “saranno pure simpatici ma questi qua sono dei cazzari” arriva Maiale a far cambiare idea all’ascoltatore dubbioso. L’inizio ricorda Battiato (il che non è affatto male), la tastiera ricama delicate melodie in riverbero, il crescendo da 1:40 in poi è da incorniciare e il finale strumentale è tanto bello che vorresti tirasse fino a 6 minuti. Gran pezzo.

Ladro di cuori col bruco è puro cantautorato Anni Zero con cassa in 4/4, momenti acidi, tastiere kitsch da dance anni ’90 e basso in continuo sali e scendi. Un momento sporco che introduce il candore de L’amore ai tempi dell’Ikea. Uno degli apici dell’album. Per il testo: la metafora  delle scatole di cartone (e del loro ordine), la dolcezza delle pantofole a forma di elefante. Ma soprattutto per l’arrangiamento in continua evoluzione e per il gioco tra voce e e sax della seconda parte del brano che da solo vale l’intero lotto. Fategliela sentire a Jovanotti per spiegargli che in Italia si può fare del gran bel pop coniugando romanticismo e ironia senza risultare beceri.

E per concludere questa recensione quantificando la mia opinione direi un bel 7 seguito da un +.

Ma mi sa che questa opinione sarà pure personale ma è largamente condivisa da buona parte dell’indietalico (e non solo). O sbaglio? A te la palla.

Questa voce è stata pubblicata il 26 marzo 2012 alle 11:55 PM. È archiviata in Pop '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “Lo Stato Sociale – Turisti della democrazia: la recensione

  1. Pingback: I Cani al Magnolia Live Report: hype, cover a tavolino e belle canzoni « GoodbyeZero

  2. Pingback: Garrincha libera tutti: 24 dischi gratis per 24 ore(!) | Goodbyezero

  3. Pingback: Dal cantautore allo storyteller crossmediale. Essere cantanti al tempo dei social network | Goodbyezero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: