Sanremo 2012: le cattiverie gratuite di Gbø

Sanremo 2012 la pagellaSanremo 2012: la pagella di Gbø – Contro lo spread, le previsioni dei Maya, di baba e quelle di Lars Von Trier, il 2012 va avanti. E come ogni anno che si rispetti febbraio è il tempo del Festival di Sanremo.

Alle polemiche relative alla truffa di Sanremo Social, hanno fatto seguito quelle più banali dei primi giorni: probabilmente l’ingessato pubblico italico non aveva mai visto una sorca (quella di Belen) e due uomini baciarsi. Ma lasciamoli navigare nel loro stupore e concentriamoci su quello che – Celentano permettendo – dovrebbe essere il centro di Sanremo.

Marlene Kuntz – Canzone per un figlio non segna la fine dei Marlene, quella la daterei due album fa, ma certo ne testimonia il rigor mortis. L’idea di inserire le trombe nel sound Marlene segna una volontà di evoluzione, ma è un’evoluzione incoerente con l’identità della band. E quando vedi che anche il testo, in genere fiore all’occhiello di Godano, rasenta la mediocrità, capisci che c’è poco da salvare nella barca che affonda. Un fiore per i Marlene; che sono morti e non lo sanno.

Emma Marrone – Si presenta con un pezzo che pretende di essere impegnato. Ma è credibile come un Teletubbies che conduce il telegiornale.

Nina Zilli – La prima notizia è che la Zilli ha cambiato decennio: dal look anni’50 è passata agli anni ’60. Complice la fine dell’era Winehouse? Chissà. Sta di fatto che, oltre all’eleganza, colpisce la compostezza vocale.  Il pezzo? Molto Mina style, non stupisce ma comunque convince. Brava Nina.

DolceneraLook galattico in bilico tra figlia di Spock e figlia della Bertè, la salentina presenta un pezzo leggero e orecchiabile che conferma la tendenza dance in cui si è infilata. Passerà in radio, e dato che questo era l’obiettivo, missione raggiunta. Contenta lei.

Gigi D’Alessio e Loredana Bertè – Il pezzo andrebbe bene su un CD di Alan Sorrenti. Angelino Alfano, ehm Gigi D’Alessio è impacciato e fuori luogo come un elefante in una cristalleria. E per giunta abbastanza stonato. Però Loredana Bertè, con quel broncio, è una delle immagini più belle della musica italiana. E sono serio.

Noemi –  Meravigliosa come sempre. Voce in grande spolvero, roca al punto giusto. La canzone non è affatto male: Fabrizio Moro non è un cattivo cantautore. L’unico rischio per Noemi è quello di appiattirsi troppo sul l’immagine della Vasco al femminile, considerando le derive vaschiane del buon Fabrizio; una scelta artistica che non le giova perché la vocalità di Noemi è infinitamente più bella e raffinata del raglio del popper di Zocca. Ma bando alle critiche: il pezzo c’è, e lei e l’interpretazione ancor di più.

Pierdavide Carone e Lucio Dalla – Al Bano ha lanciato un trend: parlare di troie a Sanremo. E il duo Dalla-Carone  lo segue a ruota.

Chiara Civello – Peccato. Lei è una grande del jazz, ma il pezzo è troppo, troppo sanremese. Un’occasione persa.

Arisa – Visto che Arisa sta diventando sempre più un idolo gay, mi aspettavo un pezzo più furbetto e frociarolo. Invece eccola con una ballatona a ribadire il suo lato più tenero. Bella la strofa, ben più banale il ritornello. Non so se ha l’X Factor, ma sta a galla.

Samuele Bersani – Appena l’ho sentito ho detto: “Provaci ancora Sam”. In realtà il pezzo, simpaticamente retrò, cresce molto con gli ascolti. Carina la strofa, molto-molto De Andrè nel modo di articolare le frasi. Bello il giro di piano e l’intreccio della chitarra elettrica. Il ritornello è orecchiabile ma un po troppo’ à la Arisa. In definitiva una bella canzonetta.

Irene Fornaciari – Arriva coperta da un pleid e presenta un pezzo (targato Van De Sfroos) che piacerebbe ai nuovi Cranberries. Non male. Solo ditele di non agitarsi tanto. È sul palco dell’Ariston, non di Woodstock.

Matia Bazar – Silvia Mezzanotte rende onore al suo patronimico con un look draculesco. Sul pezzo poco da dire: i Matia Bazar sono l’esempio vivente che in Italia la raccolta differenziata si fa eccome. C’è chi, come loro, si ricicla stancamente da 20 anni.

Eugenio Finardi – Non male il caro Eugenio. I tempi di Extraterrestre sono lontani, ma il brano, anche se in bilico tra il Vecchioni dell’anno scorso e le ispirazioni celtiche di Branduardi, ha una sua fluidità e gira bene. Forse un po’ santone pace&amore, ma si sa è l’età.

Francesco Renga – Nessuno se ne accorge mai, ma Renga è da 4 Sanremo che canta sempre la stessa canzone. Ma io l’ho sgamato. Sì sì.

Questa voce è stata pubblicata il 16 febbraio 2012 alle 11:05 PM. È archiviata in Pop '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

11 pensieri su “Sanremo 2012: le cattiverie gratuite di Gbø

  1. Ti aspettavo al varco! Sono praticamente d’accordo su tutto e condivido anche le preferenze, anche se a Carone darei una possibilità in più (il ragazzo si farà). Anche io quest’anno ho fatto la mia parte, dedicandomi ai look più “significativi” http://marymarycomics.wordpress.com/2012/02/15/perche-sanremo-e-ancora-sanremo/
    Ma Sanremo non è ancora finito: proprio adesso sto finendo la tavola sui duetti stranieri, un’altra fonte di grande ispirazione😀

  2. Nina Zilli tutta la vita… Gli altri a casa a guardare!!! Ottimo articolo.

  3. anto in ha detto:

    Ora, che Chiara Civello sia una grande del jazz è tutto da dimostrare. Ha fatto due dischi, e su entrambe gli album di jazz proprio non c’è traccia…

  4. io ti amo

    • @ Anto: vero, grande del jazz è esagerato, per via del termine “grande”, ma dire che non ci sia traccia alcuna di jazz nella sua musica è prendere un granchio, c’è jazz cosí come c’è bossa nova @mg: idem🙂 (da apprezzare la citazione cinematografica mainstram)

  5. orgi in ha detto:

    E invece il Teletubbie…comunque ho scelto la mia tesi di laurea:
    Il mimo come strumento esegetico nella produzione artistica di Emma Marrone.

  6. Noemi conferma ancora una volta di essere un interprete molto promettente, ma vince comunque una canzone ruffiana e scritta malissimo.

    La vera sorpresa per me è stata Arisa che prima mi piaceva molto poco. E’ cresciuta molto e si vede. Il Festival meritava di vincerlo lei secondo me anche se il ritornello della sua canzone non è originalissimo, ma lo canta in un modo che lo rende godibile lo stesso.

    Per il resto bell’articolo, a parte il termine ‘frociarolo’ che da un po’ fastidio nella lettura.

    • @Orgi: in un tweet postato prima della finale ho scritto: “il mio podio: Noemi, Arisa, Bersani. Purtroppo Emma e le sue finte lacrime mi fregheranno”. Tutto avvenuto. E anche vero che quella delle finte era una scommessa degna di “ti piace vincere facile”
      @Mihairusu91: completamente sintonico su Noemi e Arisa. Ho amato la versione in duetto con Gio e Mauro Pagani. Il ritornello cantato da Gio mi sembra più intenso, ed è una degna risposta alla strofa, che Arisa canta benissimo. E Mauro Pagani vabbé, è sempre una garanzia di classe. Sul termine frociarolo, appezzo la segnalazione, è importante capire come chi legge percepisce le cose che scrivo; anche se ti dirò: penso che a volte dei termini, anche se coloriti rendano meglio il concetto. è come usare nel contesto giusto un sonoro vaffanculo🙂 Ma è un mio punto di vista, non per forza condivisibile… Grazie per essere passato di qui o ancor meglio: benvenuto su GoodbyeZero!

  7. Sarà che essendo molto moderno ( per dirla a Geppy Cucciari ) certe terminologie mi fanno sempre storcere il naso.

    Comunque Daniele, ti volevo chiedere se farete una recensione del nuovo album di Arisa.

    ps: Grazie per il benvenuto.🙂

    • @Mihairusu: se riesco darò un’orecchiata: arisa è lontana dai miei ascolti tipo, ma vorrei sentire come suona la produzione di pagani sul suo album. Dunque più avanti magari qualcosa la butto giù
      PS: anche io sono “moderno”… shhhh non lo dire a nessuno😉

      • @Daniele: Io ho apprezzato soprattutto Democrazia, L’amore è un altra cosa e Missiva d’amore ( però non ti aspettare testi rivoluzionari ).

        Un po’ di sano pop ci vuole a volte!😀

        ps: Va bene. Come dire il proverbio: “Ogni uccello non canta. ”

        😄

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