Lana del Rey: se critica e pubblico si incontrano a Teano

Lana del Rey: se critica e pubblico si incontrano a Teano

Lana del Rey: se critica e pubblico si incontrano a Teano – Tra il parlare bene e il parlare male i critici preferiscono sempre la seconda strada. E’ innegabile.

Così come è vero che qualsiasi cosa abbia successo per un critico perde valore: come se il congiungimento dell’oggetto di valore-canzone con il grande pubblico lo allontanasse contemporaneamente dal recensore, affezionato com’è solo alle canzoni per le quali può esclamare con spocchia “Sì, ma la conoscevi questa?”

Tutto vero. E io non sono da meno. Ma non sempre questa teoria è valida, come dimostra l’assoluto  consenso tra critica e pubblico circa le doti di Adele, Amy Winehouse e, più recentemente, di Lana del Rey.

Il suo singolo Videogames, infatti,  non ha fatto breccia solo nei cuori di tantissimi ascoltatori, ma anche nelle orecchie ostinate di blogger, recensori, esperti del settore, che hanno presto eletto Lana la Nancy Sinatra degli anni ’10.

Passano i mesi e la bellissima Lana lancia il suo album Born to die accompagnato dall’omonimo singolo. Voce suadente, arrangiamento maestoso con gli archi in primo piano e melodia che induce al re-play ossessivo. Inevitabile il primo posto in (ben) 11 paesi.

Ma con la nuova uscita qualcosa si rompe nel sodalizio Lana-critici. Il web comincia a pullulare di critiche, accuse di tradimento. Lana non sarebbe “una cantautrice indie” ma la figlia di un milionario con i vestiti sempre griffati, le labbra rifatte, uno staff di comunicazione&marketing alle spalle e una major alle spalle dello staff (caspita che inedita gravità!)

Leggo questi post e mi dico: quanto è ottuso il cosiddetto mondo indie? Così impegnato a creare valore attraverso la negazione, così impegnato a darsi valore – ma soprattutto –  così impegnato a decifrare dettagli superficiali (labbra, babbi, ecc.)  da non riuscire a godersi la bellezza della musica.

Io per fortuna me ne frego, e ti dico che questo disco è una bellissima chicca pop, e che il nuovo singolo Born to Die  è semplicemente da ascoltare e riascoltare. E mi sa che non sono il solo a pensarla così… O sbaglio?

Questa voce è stata pubblicata il 1 febbraio 2012 alle 11:38 PM. È archiviata in Pop '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “Lana del Rey: se critica e pubblico si incontrano a Teano

  1. Aggiungerei che l’intero album è da ascoltare! A me piace molto😉

  2. Segno anche questa…

  3. Concordo assolutamente. Soprattutto per quanto riguarda il re-play ossessivo.

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