L’agenda di Novembre: Aidan Moffat in chiesa e Heike has the giggles @ Soggettiva

Novembre da non perdere: Aidan MoffatPuntuale come un orologio svizzero – ma prodotto in Calabria per sfruttare la manodopera a basso costo – arrivo con la rubrichetta mensile dei concerti bolognesi, pronta a digi-evolversi in una doppia rubrica targata Bologna-Milano (gBølogna e GoodbyeMilan).

Quattro concerti mi sembrano emergere come figure gestaltiche dalla massa sonora offerta da mamma Bologna per scaldare il merdosissimo mese di novembre.

Ultimo in ordine cronologico lo show dei The Horrors, il 24 novembre del tempio tamarro del rock bolognese: l’Estragon. Cinque ragazzi che hanno saputo emanciparsi dal sound grezzo e arido degli esordi, e dalle copertine del NME, virando verso uno shoegaze venato di tinte motorik. Non li ho mai visti live e vorrei farlo. Per capire se i ragazzi dell’Essex sono bravi solo a prenderci in giro in studio o sono davvero bravi punto e basta.

Sempre l’Estragon, 5 giorni prima,  ospiterà l’incantevole folk dei Fleet Foxes, il cui Helplessness Blues è certamente uno degli album più belli di questo 2011 che giunge al termine. Però care volpi, capisco il viaggio e le spese, ma 25euro non sono pochi per un’Italia in crisi, con lo spread che raggiunge picchi massimi e un nano presidente del consiglio che pensa che lo spread sia una marca di popper.

Più vicini nel tempo, due altri concerti: uno rock nel sound, uno nell’animo.

Sto parlando di Heike has the giggles, che giovedì 3 novembre, al Cassero,  porteranno il loro punk-rock vitaminico ed energetico (in odor di Juliette and the Licks) all’interno di Kill the Habitus: serata di musica live, spunti teatrali e dj set incastonata in quel piccolo gioiello che è Soggettiva 2011: immaginari lesbici. Uno di quei festival che ti fa rimpiangere di non abitare più a Bologna, dove la cultura non è roba da vendere a pochi (Milano) ma è pane per le menti di tutti. Da non perdere.

Dulcis in fundo, il ritorno a Bologna dell’ex-Arab Strap, Aidan Moffat, stavolta ospitato da una chiesa. E per un evento così magico e insolito non potevo non scrivere un pezzo per il mio amato Zero (qui il link originale, la data e l’ora).  Buona lettura ma soprattutto buon concerto!😉

Esperienza ossimorica, vedere cantare Aidan Moffat in una chiesa. Menestrello di battone e balordi, ha cantato con voce stonata e liriche irriverenti gli anni 90 e gli anni 00, incantando mezza Europa. Poi la scelta di mollare quella meraviglia di duo chiamato Arab Strap per tornare a un alt pop intimista, screziato di folk ed elettronica. Segno della redenzione è la location dello show bolognese: la parrocchia di Sant’Ambrogio, che riparte con le sue meravigliose session targate Covo. Così stavolta non lo vedrò sudare sul palco dell’Estragon, come fu sei anni fa, bensì quieto davanti a un altare. A predicare male e razzolare altrettanto. Sia lodato Aidan Moffat (sempre sia lodato). Amen.

Questa voce è stata pubblicata il 1 novembre 2011 alle 4:45 PM. È archiviata in GoodbyeLive con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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