Adele: non solo/sono Amy

Adele: scatto da Someone like youUn post breve, stavolta.

Quattro righe messe in fila per esprimere la mia ammirazione per Adele, e il mio disappunto verso una critica che le viene mossa troppo spesso…

Annoverata da molti nella cerchia delle emule della Winehouse, Adele ha saputo sfoderare una gran voce, personale e non caricaturale, e una serie di pezzi catchy ma per nulla scontati, Rolling in the Deep in primis, dimostrando di saper vivere benissimo fuori dalla (grande) ombra della grande Amy.

Non avevo ascoltato 21 quasi per partito preso. Insofferente come sono alle mode del momento e ai facili osanna di un mondo del giornalismo musicale che spesso decanta solo per vendere copie e non fare morire un’arte (la musica pop, non il giornalismo musicale, quello è già in coma). Inoltre sono tra quelli che ritiene che Chasing Pavements – il suo successo tratto dall’album 19 – sia un bel pezzo pop, ma nulla di memorabile.

Ora però, complice il video del singolo Someone like you, prendo in mano il suo 21 – album che prende il nome dall’età in cui la signorina Adkins ha scritto la maggior parte delle canzoni – e ne rimango piacevolmente colpito.

Se Set fire to the rain  mi aveva fatto pensare “forse forse questa non è la solita sciacquetta”, il nuovo Someone like you conferma la sua bella voce e la capacità, sua e dei collaboratori, di scrivere pezzi soul-pop onesti e intensi. E che Adele ci sappia fare con le ballads – mai stucchevoli come quelle di Beyoncé o della Houston – lo dimostra anche la grinta che trapela da Turning Tables.

Forse mi convince meno la scelta di rifare Lovesong dei Cure (in basso il video live), causa atmosfera languida. Ma siamo al pelo nell’uovo. Per il resto Adele spacca.

Questa voce è stata pubblicata il 3 ottobre 2011 alle 10:37 PM. È archiviata in Pop '10, Rap-R'n'B-Funk '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

5 pensieri su “Adele: non solo/sono Amy

  1. Ciao!
    Meravigliosa Adele…anche io avevo deciso di non ascoltare – per partito preso – 21, ma poi mi sono dovuto ricredere: sono stato subito conquistato da Someone Like You!
    E poi l’album, anche se può risultare un pò “pesante” e monotòno, è molto rilassante!

    Ps: bello spazio, tornerò a leggerti spesso, ammesso che riesca a vedere gli aggiornamenti (cosa che mi viene ancora un pò difficile con wordpress e non so perchè)!

    • Ciao Massimo. Sì hai ragione, proprio un gran bell’album. E Turning Tables è anche meglio di Someone Like You, non so se concordi…(?)
      Guarda, anche io ho problemi con gli aggiornamenti, la cosa migliore è la newsletter via mail, se vuoi la trovi in alto a sinistra😉
      Ora mi faccio un giro dalle tue! Sono curioso…😉
      A presto

  2. Pingback: Lana del Rey: se critica e pubblica si incontrano a Teano « GoodbyeZero

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