Che fine ha fatto il Nu Metal? (1): il ritorno dei Korn

il ritorno dei KornHo sempre desiderato scrivere una serie di post sulle band Nu metal che dominavano la seconda metà dei ’90 e l’inizio degli Anni Zero – un po’ come ho sto facendo per le band garage rock targate Noughties (vedi: The horrors e la rivincita dei poserGli Arctic monkeys e la corsa verso l’America stoner). E oggi il ritorno dei Korn mi dà un buon motivo per farlo.

Il senso di questa nuova rubrica è duplice: (1) capire che fine hanno fatto tali band; (2) e che cosa è rimasto di questi generi nella musica di oggi.

Ci sarà spazio per i leader del genere, Deftones, Slipknot, per le band erroneamente associate al movimento, gli A Perfect Circle, e anche per la versione pop del lotto, i Linkin Park.

Ma oggi c’è spazio solo per i Korn.

Tornano quando l’estate lascia il posto all’autunno, anticipando The Path of Totality, previsto per il 6 dicembre; e lo fanno con Get up!, brano che vede una collaborazione curiosa ma di cattivo gusto.

Il fortunato scelto da Jonathan Davis e soci è Skrillez, enfant prodige (si fa per dire) della Fidget house e della Maximal Electro. Un folletto classe 1988 che vedresti bene in Montagnola a scegliere un paio di creepers o di dilatatori, o alla Street Parade dietro il carro Goa (ovviamente in acido).

Per carità, l’idea di fondere il Nu metal del gruppo con le atmosfere dubstep del poser in questione poteva starci. Purtroppo il mix che ne viene fuori ricorda quello tra l’acqua e l’olio; per giunta bollente.

I due contributi restano separati come compartimenti stagni: di qua le chitarre, di là melodia, e altrove il rumorismo e gli scratch di Mr. Skrillez. Il tutto per un pezzo quadrato, prevedibile. Cosicché anche il non brutto ritornello, catchy, aperto e un po’ in stile Lacuna Coil, si perde in questo disordine di idee.

Insomma, per i Korn, ad oggi la portata stilistica e semantica del “fare nu metal” non è più l’essere cross, ma sembra essere la sola durezza, che si risolve in urla e chitarre sincopate buttate lì nel mezzo tanto per riempire la pochezza di idee.

Per me nessuna resurrezione del genere da parte dei Korn. Se Lazzaro è morto non saranno certo loro a farlo camminare.

Questa voce è stata pubblicata il 29 settembre 2011 alle 11:53 PM. È archiviata in Anni Zero, Preistoria '70-'80-'90, Rock-Indie '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

10 pensieri su “Che fine ha fatto il Nu Metal? (1): il ritorno dei Korn

  1. D’accordo con te, Dan. Anche se la mia anima elettrometallica non disdegna l'”assolo” da (2:30 a 3:00)🙂

  2. Phyr0 in ha detto:

    Riporto qui quellpo che ho scritto anche su soundblog:
    Peccato che è un pezzo dubstep e non numetal… parlo da fan di skrillex.
    Quando uscì parecchi mesi fa, era intitolato “Skrillex Feat Korn”, tanto è vero che a coachella durante il concerto di skrillex, i korn han fatto il pezzo live, ma ricordo che era durante il concerto di skrillex.
    Che poi i piani di uscita del pezzo siano cambiati e il posizionamento della traccia in quale album è un altra cosa.
    PS si parla di dubstep, non di rave tek o di psytrance-goa. tutt’altro genere e di tutt’altra provenienza dalla trance e dalla tek. quindi eviterei commenti nel definire il nano come un tossicomane da rave solo perchè provvisto di dilatatori, trovo un commento fuori luogo e con scarsa conoscenza muscale. Se fossi a conoscenza del suo passato, sapresti che prima di laniarsi in questa carriera da solista sul genere elettro-dubstep, prima cantava e suonava in una band emo-core i From first to last. Quindi eviterei commenti a vuoto e spari a bruciapelo solo per un dilatatore…. il classico pregiudizio da italiano.

    • Ciao Phyro, ti ringrazio per la soffiata sulla paternità del pezzo, che dunque non è una mera collaborazione con Skrillex, ma ha una paternità quantomeno congiunta.
      Come dicevo nella recensione, il brano NON è nu metal, ma tenta di fondere il Nu Metal con il dubstep, e i risultati a mio parere non sono dei migliori, sebbene non sia un pezzo malvagio (ma quadrato e prevedibile sì) Ma ovviamente è questione di gusti😉
      Sulla storia rave tek e psytrance-goa NON ho MAI detto che lui fa Goa – per carità conosco la Goa – però ho trovato molto simpatica la tua accusa di essere italiano, che fa molto Stanis Larochelle!😀 La mia volevo solo essere una battuta per sdrammatizzare, però hai ragione, a volte a essere cinici si finisce per sembrare dei superficiali. Non era mia intenzione
      Sulla storia del gruppo emo.core ne ero a conoscenza, solo non penso che c’entri molto sul giudizio che io do di questa canzone, né penso che gli urletti screamo di questa band di poser (stavolta va detto!) possano risollevare la sua reputazione. Anzi, francamente mi molto sembra più originale quello che fa ora…
      Comunque grazie del commento (anche se ci si scorna) sono sempre spunti per riflettere 😉 A presto

  3. Phyr0 in ha detto:

    beh detto cosi prende tutta altra piega il discorso, e mi scuso aver travisato. Però non ritiro il discorso “italiano”, dato che si conosce benissimo il pensiero globale sull’essere diverso dalla normalità da parte degli italiani, tanto è vero che ci si presenta a un colloquio le prime cose che contano è l’assenza di orecchini e di un attestato, ma Non quello che la persona è in grado di fare, cosa che manda a bagno l’italia basandosi su falsi rendendoli reali.
    Chiudendo la parentesi critica, volevo segnalare che ho parlato dei passati di skrillex per mettere in risalto la sua totale non provenienza da goa/rave/ecc… ma provveniente da un genere e ambiente che si differisce completamente dalla dubstep e da come hai detto te: “alla Street Parade dietro il carro Goa (ovviamente in acido)”.
    Personalmente io invece lo ritrovo un ottimo prodotto, essendo amante dubstep, e lo trovo di forte impatto, pensare che è il primo a mio avviso di una lunga serie, prima ci son solo stati dei remix metal, tipo “seek and destroy” remixato da bassnectar.
    Ormai il numetal era morto appena nel nascere questo lo sanno tutti. è morto 10 anni fa, e tutti i tentativi per farlo rinascere son stati delle meteore.
    Invece questo crossover dubstep lo trovo come un nuovo spiraglio crossover, a mio avviso ancora acerbo ma un buon prodotto per essere alla prima.
    Non son nuovi i korn all’apertura di nuovi generi, qualche anno fa tanto per citarne una, Jonathan aveva partecipato ad un pezzo con gli Infected Mushrooms, è un punto a favore per il gruppo, che si è reso della morte del numetal, ma sperimentare assimilare ed evolvere sono i puti fnondamentali per la musica in generale, e loro puntano su questi punti.

  4. Concordo, sperimentare è sempre necessario. Tanto più se il proprio nome è legato a un genere ormai troppo connotato come nineties e difficilmente riproponibile oggi.
    Grazie per i video, è sempre un buon modo per documentare ciò che si dice oltre che un ottimo scambio di muisca😉
    PS: ma anche se ti dico che sono tatuato e ho un piercing sotto il labbro inferiore continuo a sembrarti prevenuto/italiano?🙂 Si scherza Phyro. A proposito, benvenuto su Gbo😉

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  8. SongsAboutFucking in ha detto:

    Beh, i Deftones col Nu Metal c’entravano davvero poco. Una band che raramente ha fatto un disco brutto. Loro li vedo più sul post hardcore con influenze abbastanza new wave. Ma nulla a che vedere con gli starnazzi e i cappelletti rovesciati dei vari Fred Durst e co, proprio nulla…molto più affini agli A Perfect Circle che a Limp Bizkit, Korn e co..

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