Se l’autarchia discografica di Amici diventa LA discografia italiana

Saranno famosi copertinaDomenica 6 marzo va in onda l‘ultima puntata della decima edizione di Amici di Maria De Filippi, il talent show più seguito d’Italia.

Guardo, ascolto e butto giù due pensieri. Ma quello che mi esce fuori non è un pagellone come è stato per Sanremo, ma una riflessione su come nel corso del Decennio Zero Amici si sia trasformato, trasformando la musica e la discografia italiana.

Vedendo le immagini trasmessa dal mio PC, e non più dalla televisione, ritorno indietro al 2001. Amici era ancora Saranno Famosi. Maria però, piaccia o no, era già un genio. Aveva preso in mano un programma morto riscrivendolo di sana pianta: innestando in esso pezzi di programmi già visti -vedi le lettere à la C’è posta per te – e scomparendo dalla scena, come suo solito, per lasciare che a fare il programma fossero i ragazzi, con i loro litigi (allora meno) e le loro lacrime (sempre tante). Quell’anno vinse Dennis Fantina. Per lui non si aprirono le porte di Sanremo, ma si aprì il pavimento e lo risucchiò in un baratro.

Gli anni passano, Saranno Famosi diventa Amici e col tempo si impone il predominio dei cantanti. Da Marco Carta in poi non è più un Talent Show, ma una fabbrica di voci; una sorta di Festivalbar Lab. Maria capisce che i discografici vanno cooptati, loro da buoni Gatto e la Volpe non perdono l’occasione, e nasce l’industria del disco targata Amici. Scelta geniale di Mamma Maria: inserire, dall’edizione 2008/09, la categoria dei cantautori: internalizzando il ciclo stesso di produzione delle canzoni, come in una moderna Tin Pan Alley. Insomma, Amici diventa un sistema autarchico della canzone italiana.

I risultati non tardano ad arivare: “l’edizione della consapevolezza” (2008/09) è vinta dall’urlatrice Alessandra Amoroso, triplo disco di platino e idolo della generazione Moccia. Nel frattempo il buon Marco Carta è diventato il primo vincitore di Amici a ottenere un reale successo di pubblico, oltre che a trionfare al Festival di Sanremo.

Ormai è chiarissimo che Amici è la fonte della nuova discografia italiana: così partecipa alle selezioni una certa Emma Marrone, che di talent show none era a digiuno, dato che vinse Superstar Tour, entrando così a far parte delle Luckystar, brutta copia delle già discutibilissime Lollipop. Nessun vincolo che le impediva di partecipare a un altro programma Mediaset? O forse qualche casa discografica già puntava su di lei? Non stupirebbe la seconda opzione, dato che sul fronte X-Factor dominava la polemica su come il programma non fosse/sia altro che un escamotage della Sony per piazzare nuovi artisti e ri-piazzarne di vecchi, vedi Giusy Ferreri, già sotto contratto e non al suo debutto nel mondo della musica.  Ricordo che la Sony è la casa discografica della Maionchi e di Morgan e di tutti i cantanti usciti da X-Factor.

Ma torniamo ad Amici. Anche i secondi arrivati non sono affatto secondi: Loredana Errore raggiunge quasi lo stesso successo dell’eterna rivale Emma, mentre il loro amichetto Pierdavide Carone scrive il pezzo che farà vincere il festival di Sanremo del 2010 a Valerio Scanu, già vincitore di Bravo Bravissimo.

Oggi che la macchina produttiva di Amici è ben oleata, vedi i discografici fare a pugni per metter in vetrina i propri pupilli. Sì perché Amici non è più una fabbrica che sforna artisti che DOPO le case discografiche scelgono. Nel programma entrano direttamente artisti proposti e imposti dalle case discografiche – che ovviamente pagano fior fior di quattrini al programma di Maria. Se qualche anno fa si andava ad Amici e poi si andava a Sanremo – e prima neanche quello, chiedilo al povero Dennis Fantina – quest’anno a vincere il programma è il buon Virginio, che a Sanremo c’è già stato nel 2006; che un disco lo ha già pubblicato, e proprio con la Universal, che ancora una volta si è proposta come sua casa discografica. Ma tu guarda i casi della vita!

Insomma, da programma di intrattenimento Amici si è trasformato, prima, in sistema autarchico di produzione di artisti e canzoni da vendere poi al mercato discografico, e oggi nella principale vetrina della musica italiana, e questo dovrebbe farci riflettere sulla qualità della nostra discografia.

Una grande vetrina in cui le cui le case discografiche pongono le loro bamboline, dandolo loro una vita e una complessità che altrimenti non potrebbero avere. Così, quello che ingenuamente potrebbe sembrare un lungo percorso artistico e di maturazione, in realtà è solo un lungo processo di fidelizzazione del cliente, del fan. Non troppo lontano da quel che spiegava Mr. Manson nel suo bellissimo Mechanical Animals.

Questa voce è stata pubblicata il 9 marzo 2011 alle 11:40 PM. È archiviata in Anni Zero, Pop '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

10 pensieri su “Se l’autarchia discografica di Amici diventa LA discografia italiana

  1. Franco in ha detto:

    Daniele Valerio Scanu non era solo un cantante di bravo bravissimo quando arrivò a sanremo,ma anche lui era arrivato secondo ad amici e aveva al suo attivo un platino e due ori !

    • @ Franco: sì è proprio ciò che scrivevo: “i secondi arrivati non sono affatto secondi”, e da lì parlo di Loredana e Valerio🙂
      @ Orgi: tra l’altro se ci pensi la divisione tra cantanti e ballerini pare essere un modo per fare un favore ai secondi, di fatto è solo una strategia per accantonarli e mettere al centro dell’attenzione i primi. Non mi stupirebbe se nei prossimi anni facessero un programma a parte per il ballo.

      • simon in ha detto:

        Si, ma quando parli di Valerio dicci due cose inesatte:
        1) non è la canzone di Carone che ha fatto vincere Scanu ma semmai Scanu ha vinto con una canzone scritta da Carone, detta così il significato cambia;

        2) “che prima di Sanremo era niente piu’ di un semplice concorrente di Bravo Bravissimo” E’ SBAGLIATO, lui ha vinto Bravo Bravissimo! per cui prima del Festival, Valerio aveva già all’attivo un platino e due ori come ha detto Franco e altri riconoscimenti vari tra cui 2 premi al Wind Music Awards e oltre 50 date in tutta Italia che hanno avuto un grosso riscontro di pubblico aumentando la sua popolarità. Bisogna far attenzione sull’uso delle parole perchè si possono far passare dei messaggi fuorvianti sui meriti di questi giovani artisti. Di falsità riferite a Valerio è pieno il Web e spesso per colpa di bloggisti,giornalisti,critici, semplici opionisti poco informati e vittime del pregiudizio. Scusa ma la puntualizzazione era d’obbligo.

        • @Simon: ripeto ciò che ho detto e che ho ribadito a Franco. Ma forse non hai letto nemmeno la mia replica. Dico “i secondi arrivati non sono affatto secondi”, per dire che sono molto più che dei secondi classificati e che hanno raggiunto molto successo. Comunque dato che la frase viene male interpretata evidentemente è ambigua, dunque la riscrivo. Sull’uso dell’italiano hai assolutamente ragione: bisogna fare attenzione ALL’uso dell’italiano, soprattutto se si è giornalisti, OPINIONISTI e BLOGGER. (Penso che queste fossero le parole corrette che volevi usare)
          Per la cronaca non sono vittima del pregiudizio, ma autore attivo di un GIUDIZIO. Che è diverso.

  2. Orgi in ha detto:

    Fortunatamente quest’anno sono uscito illeso dall’esperienza “Amici” ma leggendo qua e là mi sono comunque reso conto delle ennesime trasformazioni che il programma ha subìto diventando davvero il mercato del pesce della musica italiana. Il fatto che da qualche anno a questa parte la categoria attori sia sparita la dice lunga …dove cacchio è finita Fioretta Mari????? Chissà magari l’anno prossimo aboliranno anche la categoria ballo. Ah no impossibile, quella fa comodo per le litigate Celentano-Garofalo = audience.

  3. rob in ha detto:

    Valerio Scanu ha vinto portando a Sanremo una canzone mediocre scritta da Carone unicamente per compiacere la Defilippi, canzone che lui ha reso accettabile con la sua interpretazione e ha vinto solo e unicamente perchè è Valerio Scanu. Diamo come stanno le cose una volta per tutte e finitela di sparare contro questo ragazzo as cui si può contestare il genere e repertorio ma SA CANTARE a differenza di altri. Condivido il pensiero di Franco

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