Il pagellone di Sanremo: si ride per non piangere

L'alieno è Patty PravoTutti lo odiano: non c’è nessuno che ammette di vederlo; eppure ogni anno il Festival di Sanremo risucchia nelle maglie della grande rete (Raiuno) la quasi totalità di noi lobotomizzati da tubo catodico. Se fosse un partito Sanremo sarebbe di sicuro il PdL. Tutti lo votano, nessuno lo ammette.

Io invece lo ammetto con orgoglio (no, non che voto PdL): ieri, come da un po’ di anni a questa parte, ho visto il festival di Sanremo. E il perché di questa scelta è semplice: perché ogni anno mi dà materiale per ridere e criticare. Ed è con questo spirito che nasce: Il Pagellone di Sanremo secondo Gbø.

Giusy Ferreri. La copia venuta male di Amy Winehouse strizza l’occhio al pop-rock, ma l’effetto è piuttosto quello di un occhio reso cieco da una ciglia bastarda. La voce è forzata; la strofa imbarazzante; il ritornello aggiusta il tiro e in alcuni tratti sa di Patty Pravo (che è un complimento). Voto 4.

Roberto Vecchioni: Dopo l’insipido Barbarossa (voto 4) arriva il cantautorato old style. Brano non male, in bilico tra il solito Vecchioni e il De Gregori d’annata. Testo che ha un senso: il che è davvero tanto se paragonato al resto dell’offerta. Peccato per la ripetizione ossessiva di quel “Chiamami ancora amore” degno di Moccia. Roberto se volevi che ci ricordassimo le tue parole ci sei riuscito. E ci hai pure estenuato. Voto 5.

Anna Tatangelo. look discopunk da Lady Gaga italiana, e canzone (ha ragione Nico) a metà tra Grignani e Nannini. La Tatangelo è da quando aveva 18 anni che tenta di farcela bere con questa storia della maturità: non sono una minigonna, ho l’amico finocchio… Anna sai che ti dico? Cresci musicalmente che ne avresti bisogno. Voto 3.

La Crus. Inizio orchestrale, strofa che ricorda la canzone italiana anni ’60 e ritornello azzeccato. L’inserto lirico usato a mo’ di assolo di chitarra è un po’ kitsch, ma il crescendo finale non è male. Di sicuro il brano migliore del lotto. Il premio della critica è già loro, e non è detto che in radio sarà un flop. Voto 7.

Max Pezzali. Da La donna il sogno e il grande incubo in poi le canzoni di Max sono tutte identiche. In particolare, con Il mio secondo tempo pare di sentire una versione un po’ più ritmata di Torno Subito. A livello di testo, però, la banalità italica del buon Max lo (ri)porta dall’aneddotica da emporio alla metafora calcistico-sportiva (vedi Time Out e prima ancora La dura legge del goal), il tutto per dare vita a un grande inno all’andropausa che sembra fatto apposta per il nostro premier. Melodicamente siamo fermi a un mix tra le sigle dei cartoni e le canzoni dello Zecchino. E dalla faccia da beota di Max sembrava proprio che fosse uscito dal coro dell’Antoniano. Voto: 2.

Davide Van de Sfroos. Il perché della sua presenza al festival di Sanremo è chiaro. Dopo essersi stancata del predominio campano-siculo delle fiction e aver imposto la produzione dell’atroce fiction Barbareschi-Stefanenko, la Lega Nord deve aver deciso di imporsi anche sul palco dell’Ariston. Van de Sfroos è uno che con la sua musica chiude i raduni padani, ma questo poco importa. La sua musica è apprezzabile. Solo che qui propone un pezzo furbetto che pare rubato ai Modena City Ramblers. Voto 6.

Anna Oxa. Il trucco e il parrucco (come ricorda Alessandra) fanno molto Avatar. La canzone non sarebbe oscena, e l’arrangiamento di certo non lo è. Solo davvero non si capisce cosa abbia bofonchiato-sospirato per tutta la canzone. Ammetto d’essermi ritrovato in piedi nel tentaivo d’aggiustar l’antenna: per poi ricordarmi che era in streaming. A proposito di ciò riporto uno stralcio di quanto mi ha scritto Antonio da San Donnino.

– Ma non si capisce nulla, questo non è italiano.
– Ovvio, Van de Sfroos canta in dialetto.
– Ma io stavo ascoltando la Oxa.

Voto: NC.

Tricarico. Ogni anno che passa ‘sto ragazzo peggiora. Ma cosa fuma? Vabbè, il punto è che a parte Sanremo Tricarico non fa nulla nella musica italiana. E non che le sue performances all’Ariston siano degne di nota. Ma torniamo a noi. Il pezzo è, per usare un termine musicologico, “gigione”. Cantare del tricolore in vista dei 150 anni dell’Unità d’Italia è un bel modo per far parlar di sé. Peccato che la canzone è tanto inutile che questo non succederà. Voto 4.

Modà con Emma. I Modà sono la copia de Le Vibrazioni e dei Negramaro, e questo si sa. Ma stavolta i belati del cantante – che vuole sempre farci bere questa storia dell’eterosessualità – mi hanno ricordato addirittura Al Bano. Emma, dal canto suo, fa le solite mosse che le hanno insegnato a scuola da Maria e urla come una pazza per fare la ganza. Il brano è una roba che più commerciale non si può. E la cosa peggiore è che avrà successo. Voto 4.

Patty Pravo. Solo al termine del brano di Madonia in coppia con Battiato – una sufficienza che potrebbe crescere – mi appare chiaro chi è l’alieno: Patty Pravo. Si presenta più (ri)fatta che mai; Il look è alla Rita Levi Montalcini mixata con Nonna Papera; la voce è ai minimi storici: calante per tutto il brano e in molti punti completamente stonata. Dispiace vedere un’icona della musica italiana rovinarsi la reputazione così, ma tanto era troppo fatta per accorgersene.  Il brano però c’è, forse un po’ troppo stile E dimmi che non vuoi morire, ma c’è. Voto 5,5.

Nathalie Giannitrapani. La Tori Amos italiana – ora anche rossa come Tori – rigioca la carte vincente di In punta di piedi. Brano che parte lento, puntellato dalle note del piano, per poi esplodere nel finale. La melodia c’è, e non è banale; ma il testo, anche stavolta, è problematico: arriva lunga su tutti i versi e forza le parole come se fosse Carmen Consoli. Voto 6.

Al Bano. Voce da pastore sardo e canzone che è un (auto)plagio di Nel Perdono (Sanremo 2007). Riportate quest’uomo sull’Isola. Voto 2.

Il coprofago e le due cocainomani scosciate. Voto: non ce ne frega una mazza. Questo blog parla di musica non di pratiche sessuali estreme né nasi imbiancati.

Luca e Paolo. La risposta sarebbe la stessa di prima, ma farò un’eccezione. Fa strano vedere che sotto regime dittatoriale si faccia satira, ma soprattutto è strano in una prima serata istituzionale di Raiuno. Che ci sia ancora libertà di espressione? Voto: 9.

Questa voce è stata pubblicata il 16 febbraio 2011 alle 9:15 PM. È archiviata in Pop '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

9 pensieri su “Il pagellone di Sanremo: si ride per non piangere

  1. Alessandra in ha detto:

    Rido da sola, come al solito. Fantastico! Solo una cosa: Anna Oxa, un Avatar!! Terribile!

  2. Io ammetto di vederlo!! E di farmi un po’ beffa dei cantanti disegnando quelli che più mi hanno colpito. http://marymarycomics.wordpress.com/2011/02/16/perche-sanremo-e-sanremo-2/
    Vedo che come foto è stata scelta proprio Patty Pravo, con il suo “look Montessori noir”

  3. Pingback: Qual è la migliore canzone degli Anni Zero sanremesi? « GoodbyeZero

  4. Orgi in ha detto:

    Anche io ho visto Sanremo e lo rivendico con orgoglio!
    Diciamo che inizialmente volevo gustarmelo con lo stesso spirito critico del Pagellone ma quando poi ho ascoltato attentamente le canzoni (in versione studio) devo confessare che me ne sono innamorato. Anna Oxa e La Crus sono diventati una vera ossessione ma anche gli altri non li ho trovati niente male, soprattutto la versione registrata de “Il Vento e Le Rose” feat. Morgan o le due L’Aure di “Vivo sospesa”…devo dire la verità fino in fondo, ho avuto anche una mezza idea di scaricare la compilation completa di questo Sanremo ma poi Amanda e il Bastardo mi hanno fatto ragionare, che dite devo iniziare ad uscire più spesso?
    Ps: NO ALLA CENSURA!

    • @Orgi No scaricarla tutta forse è eccessivo!😀 Ma i La Crus e Patty meritano davvero. Poi la versione de Il vento e le rose con Morgan mi piace molto; peccato solo che è un po’ troppo sanremese. Fosse stata arrangiata e prodotta da Morgan sarebbe stata davvero bella. Anzi sai che faccio, la posto qui. Patty sei grande… quando non stoni.

  5. Orgi in ha detto:

    Cito un commento preso da youtube sull’esibizione della Patty Nazionale.
    “non sapevo che a Sanremo fossero in gara anche i GATTI.
    Pessima interpretazione, grande artista, ma ormai è meglio se va a farsi rifare ancora un pò la faccia!”
    Quoto

  6. Pingback: Se l’autarchia discografica di Amici diventa LA discografia italiana « GoodbyeZero

  7. Pingback: Buon compleanno Mr. Gbø « GoodbyeZero

  8. Pingback: Top 10 post più letti nel 2011 – Gbø e i Gibionici allo specchio « GoodbyeZero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: