There is hope. Quando gli Arcade e Gbø fregano i Grammy

Arcade Fire e GrammyGbø e i suoi lettori lo avevano detto: è The Suburbs degli Arcade Fire il miglior album del 2010. E ora lo dicono anche i Grammy Awards: che si siano adeguati al nostro verdetto?!”😉.

Mi verrebbe da dire: “There is hope”, come ha twittato giustamente Kanye West dopo la premiazione. Il che non vuol dire che c’è speranza che anche in futuro i Grammy si adegueranno a Gbø (ovviamente) quanto che forse nell’appiccicoso mondo della musica che fa soldi c’è è ancora un po’ di spazio per chi fa musica a suo modo, senza scopiazzare troppo il compagno di banco, né le classifiche di vendita.

È anche vero che la fortuna te la devi anche un po’ costruire, come hanno fatto i Fire: affinando la loro offerta musicale in modo da ampliare il bacino di ascoltatori, senza però trasfigurare il proprio sound. Non che The Suburbs sia esente da critiche, anzi, penso sia il più debole dei tre album del gruppo, ma penso che molte delle pecche siano dovute a un songwriting meno poderoso, più che alla volontà di commercializzarsi.

Gli Arcade trionfano su una lunga lista di pretendenti. E se ne parla. Ciò di cui in pochi parlano, però, è la vittoria di un altro gruppo che nel sondaggio di Gbø avevamo fatto incetta di voti: The Black keys. La band sul proprio sito ufficiale segnala senza troppi clamori di aver vinto tre premi: Best Alternative Music Album, Best Recording Package (a opera di Michael Carney) e Best Rock Performance By a Duo or Group with Vocals col brano Tighten Up. E  dire che ci sarebbe tanto di cui parlare, dato che sia nel premio Alternative Album che in quello per la Rock Performance i The Black Keys hanno battuto proprio i più quotati Arcade Fire.

Peccato solo per i quei pacchiani dei Muse premiati col Grammy Best Rock Album, ma con i Pearl Jam non ai massimi livelli, la concorrenza non era spietata.

Intanto, beccati la premiazione del gruppone canadese e la performance live di Ready to Start. Enjoy it!

Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2011 alle 7:25 PM. È archiviata in Pop '10, Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

5 pensieri su “There is hope. Quando gli Arcade e Gbø fregano i Grammy

  1. simonamelani in ha detto:

    grazie per essere passato da noi!
    si, hai ragione, fa impressione vedere un blog “gemello”🙂

    ps. figo il tuo blog!
    s.

  2. merapi in ha detto:

    perfettamente d’accordo con il songwriting meno poderoso… vabbhò come dire in mezzo a quelli era il meno peggio (lady gaga ha stravinto tutto, del grammy non ne aveva bisogno)…😀 mi sto informando su questi black keys, non si sa mai che arrivino come un’epifania alla Joyce in questo triste mio panorama musicale del 2011…

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