Goodbye White Stripes… Welcome Seven Nation Army

Loro furono i White Stripes
Il 2 febbraio i White Stripes si sono separati.

No non è una notizia degna del Signorini di Kalispera (quello poi ormai fa politica mica gossip); non lo è e non potrebbe esserlo, dato che Jack e Meg, sposatisi nel 1996, si erano già separati nel 2000, ma avevano deciso di non lanciarsi i piatti addosso, ma di continuare a lanciare dischi. Cosa che ora non faranno più.
Perché la separazione a cui mi riferisco è artistica: i White Stripes hanno deciso di sciogliersi, e chi d’ora in poi parlerà della loro musica dovrà coniugare i verbi al passato.

Nel comunicato ufficiale si legge che le ragioni di questa scelta non sono artistiche, né legate a motivi di salute (che nel mondo del rock è già tanto). “It is for a myriad of reasons, but mostly to preserve What is beautiful and special about the band and have it stay that way” (…) “The White Stripes do not belong to Meg and Jack anymore. The White Stripes belong to you now and you can do with it whatever you want. The beauty of art and music is that it can last forever if people want it to”.

Che è come dire tutto e niente. Ma le ragioni non ci interessano, per quello c’è Signorini! (Ah no quello è impegnato con i comunisti e il cachemire).

Piuttosto che scrivere un coccodrillo (ne sto già scrivendo due: uno su Signorini e uno sul suo amico basso con le orecchie grandi), pensavo di rendere merito ai White Stripes inserendo una loro canzone in My Zerolist, la playlist di Gbø che raccoglie tutta la migliore musica degli Anni Zero – la migliore secondo me e Gbø, s’intende.
La canzone in questione è Seven Nation Army. Testo ironico e delirante; melodia accattivante; video psichedelico e kubrickiano. Ma soprattutto uno dei riff più riusciti della storia del rock, e di certo tra i migliori del rock degli Anni Zero: tanto che un ragazzino che imbraccia oggi la chitarra è più probabile che suoni questo riff piuttosto che quello di Whola Lotta Love o Satisfaction.

Insomma, questa è Seven Nation Army e questa è la musica degli Anni Zero, alla faccia di chi dice che fa cacare.
Questa voce è stata pubblicata il 5 febbraio 2011 alle 2:45 PM. È archiviata in Anni Zero, My Zerolist con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “Goodbye White Stripes… Welcome Seven Nation Army

  1. danji in ha detto:

    troppi progetti paralleli, anche se lui rimane la mia icona sacra ha decisamente pisciato fuori. anche perchè va bene raconteurs, ma i dead weather sono decisamente passi dietro al duo delle meraviglie

    • Io mi sono perso tra tutti i progetti di Jack White. Anche perché non si è trattato di comparsate, ma di progetti fatti per durare (vedi The Racounters). Ne approfitterò di questa mesta fine per farmi una carrellata di tutto quello che mi sono perso.:-/

  2. Pingback: My Zerolist: It’s only synth-pop (but I like it) « GoodbyeZero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: