Dai miei 5 nemici musicofili al Suono degli Anni Zero

Zero StickersOggi ripensavo alla storia che ti ho raccontato sui 5 musicofili che non tollero, e volevo ritornarci su per due motivi.

Innanzitutto per spiegarti meglio la mia posizione  e il perché di tanto odio (😀 ), ma soprattutto perché mi sono reso conto che forse il mio fastidio per determinate attitudini musicali non è solo un buon indice dei miei gusti, ma del suono e della cultura musicale degli Anni Zero.

“See addirittura!?”… Dammi 2 minuti e ti spiego perché.

Per capire cosa voglio dire riprendiamo in mano 2 dei nostri 5 amici.

Il primo profilo a cui mi riferisco è quello de “Il senza virtosismo non è musica”.

Non penso di essere il solo che non tollera né gli amanti del virtuosismo, né i virtuosismi fine a sè stessi. Se ci pensi bene le band che hanno fatto la storia della musica degli Anni Zero sono molto lontane dall’estetica dell’assolo, che mi sembra molto più legata al rock anni ’70 e al metal anni ’80; almeno inteso come fenomeno musicale di massa. Quello del chitarrista virtuoso è un culto che conta sempre meno adepti, e che non trova nei rocker Anni Zero dei buoni profeti. Non a caso quando un gruppo innesta assoli nelle proprie canzoni viene immediatamente descritto usando etichette e paragoni presi in prestito dagli anni ’70-’80.

Mi viene da leggere tutto questo rifiuto del virtuosismo come un modo inconscio di fare tabula rasa delle vecchie strutture di genere. Perché del resto si sa che uno stile musicale (e non solo quello) nasce sempre in opposizione a un altro. Così come il punk si oppose al suono troppo pieno e ricco del rock seventies, e il grunge e lo stoner alle chincaglierie del metal anni ’80, così gli Anni Zero, dominati dalla New New Wave, si sono levati di torno il massiccio e muscoloso rock anni ’90, appendendo la chitarra solista al tre-piedi, e favorendo molto più l’interazione tra chitarre ritmiche che si inseguono o tra chitarra ritmica e  synth.

L’altro profilo che mi ha fatto riflettere sulle peculiarità del Suono Zero è quello del Rocker-elitario. Non è una categoria squisitamente Anni Zero semplicemente perché, se già oggi individuare e idolatrare un singolo genere è difficile, vista la varietà dell’offerta musicale che ormai abbiamo raggiunto, ciò è tanto più vero nel caso del rock duro e puro, che semplicemente non è molto rappresentato.

L’imperativo degli Anni Zero, e di questo inizio di Anni Dieci, mi sembra piuttosto quello di contaminarsi. Un’estetica della fusione e del mix, la potrei chiamare. E così vedi nascere ornitornichi musicali come i Mgmt e gruppi che non sai se metterli a suonare in pista o sul palco di un festival rock come gli Lcd Soundsystem.

E solo a questo punto mi sono chiare due cose:

1) Che oggi sia “Il senza virtuosismo non è musica” che il “Rocker-elitario” sono costretti ad essere in parte anche dei Nostalgici (musicofilo n°3), semplicemente perché gli Anni Zero non offrono loro un gran materiale per coltivare le loro passioni. Inevitabile dunque il loro perenne guardare all’indietro.

2) Che visti i miei rigetti in fatto di musica, sono – che mi piaccia o no – un figlio dell’estetica musicale degli Anni Zero. Con buona pace delle mie smanie seventies.

Post Scriptum: E tu sei figlio degli Anni Zero?😉

Questa voce è stata pubblicata il 20 gennaio 2011 alle 12:11 AM. È archiviata in Anni Zero con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

6 pensieri su “Dai miei 5 nemici musicofili al Suono degli Anni Zero

  1. Si! Ora però vado a sentirmi i Talking Heads🙂

  2. Pingback: My Zerolist: It’s only synth-pop (but I like it) « GoodbyeZero

  3. Pingback: Blonde Redhead @ Carroponte: noi che eravamo rockettari negli anni ’90 « GoodbyeZero

  4. Emi in ha detto:

    “E tu sei un figlio degli anni zero?”
    No xD
    Credo dovrò definirmi un “senza virtuosismo non è musica”, ma non perchè esalto il virtuosismo in se stesso, quanto perchè essendo il Metal il mio genere preferito (non l’unico che ascolto, sia chiaro😉 ) mi viene da dire che il virtuosismo la sua parte ce l’ha:
    Non deve essere fine a se stesso, ma deve adattarsi alla struttura e al phatos della canzone, ma sicuramente gli dà un amarcia in più.
    Personalmente non riesco ad ascoltare una canzone che ha lo stesso ritmo e la stessa struttura per 4 minuti…
    Comunque non è molto vero affermare che gli Anni Zero non offrono molto da questo punto di vista: Di rcok anni 70 non ce n’è più, anche perchè sarebbe solo la parodia di se stesso, ma le nuove band metal offrono ottimi album con ottime innovazioni rispetto agli anni 80, in cui tutti si copiavano a vicenda. Poi c’è da dire che i grandi nomi stanno dando molto a desiderare (mi basta pensare a Lulù per stare male), però ci sono davvero un infinità di band e artisti validissimi che ha dato una vera spinta al genere… e dopo il buio degli anni 90 una cosa così serviva.
    La categoria che io odio in realtà è un altra: quelli che si accontentano dei grandi nomi e basta, senza prendersi la briga di cercare band o artisti meno conosciuti. E magari dicono pure di essere “esperti” di musica. Tsk

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