Pj Harvey: l’ultima rosa vivente del rock(?) inglese

Pj Harvey - l’ultima rosa vivente del rock inglesePj Harvey: l’ultima rosa vivente del rock(?) inglese – C’è un disco che si candida ad essere il migliore di quest’anno appena iniziato, e che di sicuro sarà il preferito di Gbø: ed è Let England Shake di PJ Harvey.

E questo non lo dico per partigianeria o perché prevedo il futuro come il divino Othelma, ma semplicemente perché ho ascoltato e visto i due nuovi videoclipThe Last Living Rose e The Words That Maketh Murder, e l’incanto mi ha lasciato senza parole… Ma per scrivere questo post le ho cercate, trovate ed eccole qua.

Qualcosa tratto da Let England shake in realtà l’avevamo già sentito (ricordi?), ed era Written in The Forehead, una canzone eterea fatta di schegge di chitarre, synth e cori afro, che cresce ascolto dopo ascolto. Ma ora nuovi suoni e soprattutto nuove immagini aspettano i nostri occhi e le nostre orecchie.

Si tratta di ben due nuovi video. Infatti, un po’ come Beck per il bellissimo The Information (2006), per il suo nuovo album Pj ha deciso di produrre un video per ognuna delle dodici canzoni, affidando il lavoro al talentuoso foto-giornalista Séamus Murphy.

Primo video della serie è The Last Living Rose (guardalo in fondo all’articolo). Scatti di countryside albionici accompagnano un brano in cui Polly riprende in mano il modello della country-pop-ballad à la Stories from the city, Stories from the sea, inserendo però nel mezzo dei fiati beatleasiani, e confermando così la volontà di non voler ripetersi, ma andare sempre avanti.

Ma ancor più bello è il secondo e nuovissimo estratto-videoThe words that Maketh Murder. Un puzzle straordinario in cui l’anima cantautorale di Pj incontra un ritornello retrò che ti si appiccica addosso,  e un’attitudine jazz ben espressa dall’uso dei fiati, dell’hand-clapping e dei cori; quest’ultima vera e propria novità nella tavolozza musicale della bella del Dorset. E sul finire un altro coro, che invece sembra preso in prestito dai Tv On The Radio – Franz tu sì che sei un Othelma, l’avevi detto!

Quello che invece io avevo detto è che considerata l’assenza di suoni distorti (dei primi album) e l’abbandono dell’attitudine malinconica (degli ultimi) si sarebbe potuto pensare a Let England Shake come al periodo rosa di Pj, e a questo punto si può proprio dire che ci avevo preso. Ma tranquilli non sono Othelma, mi sa che è solo culo!😉

Intanto ti lascio con il video di The Last Living Rose. Buona visione.

Questa voce è stata pubblicata il 15 gennaio 2011 alle 9:35 PM. È archiviata in Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

6 pensieri su “Pj Harvey: l’ultima rosa vivente del rock(?) inglese

  1. Bravo! Condivido in pieno!!

  2. Prima di commentare ho ascoltato entrambe le canzoni almeno 5 volte. E’ sempre così con Pj ci vuole un po’ prima che le sue canzoni si facciano strada, ma poi non posso più farne a meno.
    Personalmente, trovo che “The Words that Maketh Murder” sia la più bella fra le tre canzoni già ascoltate; il ritornello mi riaffiora continuamente in testa. Per il resto, non ci resta che aspettare ancora un mesetto…

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