Skunk Anansie: torna la band che ha marinato gli Anni Zero

Wonderlustre: il nuovo album degli Skunk Anansie11 anni di silenzio. E gli anni zero saltati a pie’ pari. Sto parlando degli Skunk Anansie, che dopo lo scioglimento del 2001, si sono riuniti nel 2010 per un nuovo album: Wonderlustre. E in questi giorni, in cui le radio cominciano a passare Over The Love, secondo estratto dall’album, mi sorge spontanea una riflessione.

Quella di Skin e soci è stata una band vincente  nel panorama rock anni ’90, pur senza essere influente e innovatrice.  Dopo il debutto con Paranoid & Sunburnt (1995), dal sound crossover chiaramente ispirato ai Rage Against The Machine, gli Skunk hanno ridotto le invettive politiche e il volume delle chitarre dando alle stampe Stoosh (1997): un disco con belle canzoni – impossibile non emozionarsi ascoltando Hedonism; impossibile non saltare ascoltando Twisted – anche se dal suono meno corposo e ruvido. Ma è con Post Orgasmic Chill (1999) – ingiustamente da molti ritenuto un album easy per via di alcuni singoli – che il quartetto inglese ha fatto centro. Lì trovi tutto lo Skunk sound: ballads vibranti e melodicamente impeccabili à la Stoosh (Secretly, I’m not Afraid, You’ll Follow me down); ma anche brani crossover che sembrano presi in prestito dall’album d’esordio (On my hotel tv, The Skank Heads, And this is nothing that I tought I had) e anche quel mix di chitarre hard, atmosfere dark e archi nevrotici chiamto Charlie Big Potato.

Questo negli anni ’90. Poi (aihmè) lo scioglimento. Così che i nostri anni zero hanno visto nascere appena due album siglati dalla sola pantera Skin e per giunta niente affatto memorabili: Fleshwounds (2003) col suo pop patinato, e Fake Chemical State (2006) in cui l’ex leader degli Skunk scimmiotta con risultati alterni le nuove leve degli anni zero, Block Party su tutti.

E oggi? Dopo l’assenza nel nostro amato decennio il quartetto londinese torna a timbrare il cartellino. Ad anticipare il quarto album in studio è la raccolta Smashes and Trashes (2009), in cui gli Skunk propongono tre inediti, tra cui Tear the Place Up: brano travolgente – quanto dimenticabile – che sembra fatto apposta per dire: “Siamo tornati più Skunk che mai”. Strategia confermata dalla scelta di My Ugly Boy come primo singolo dell’ultima fatica:  un pezzo catchy che rientra perfettamente nelle coordinate dello Skunk Sound.

Purtroppo, però, l’intero disco racconta un’altra storia. Le canzoni stentano ad arrivare a tra minuti. Gli arrangiamenti sono poco stratificati. E manca il sudore della sala prove. Si sente. Ma soprattutto sento la dispersione di idee e sound. The Sweetest Thing suona come una incontro infelice tra gli Yeah Yeah Yeahs di Show Your Bones con i Gossip; You Saved me è la brutta copia di Squander; Feeling the itch non sarebbe affatto male se solo non avesse dei campionamenti popdance osceni; e It doesn’t matter è carina ma sembra rubata ai The Fratellis. Niente hardrock d’un tempo dunque. Non mancano i momenti che mi convincono (God only loves you, I will stay you should leave e la stessa My Ugly Boy) ma a conti fatti forse il brano che mi piace di più, nel suo essere onestamente pop, è proprio il nuovo singolo Over the Love.

E allora dacci un’occhiata e una “orecchaiata”, e poi però dimmi se ci senti dentro un po’ di Editors et similia. Io sì.

Insomma: avranno pure marinato gli anni zero, ma i dischi del decennio zero li hanno ascoltati eccome. A discapito però dell’originalità del loro sound.

Skunk Anansie vs. Anni Zero = 0 a 1. Palla al centro.

Questa voce è stata pubblicata il 20 novembre 2010 alle 1:46 AM. È archiviata in Preistoria '70-'80-'90, Rock-Indie '10, Segnali dai '10 con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

4 pensieri su “Skunk Anansie: torna la band che ha marinato gli Anni Zero

  1. danji in ha detto:

    gli skunk anansie sono amalgamati tra loro come una boccia d’acqua frizzante e un mezzo litro d’olio.. mai convinto

    • e chi è l’olio dei 4? Skin?😛
      Capisco la tua diffidenza, tra l’altro più che diffuso.
      Non hanno fatto nulla di epocale, innovativo. Cavalcavano l’onda dei rage against prima, e poi sono passati al pop rock radio-friendly. Solo che prima facevano canzoni pop-rock con onestà… Un’onestà che non vedo in questa operazione commerciale di tornare sulle scene “tanto per” scopiazzando le nuovo linee sonore del pop-rock. Non a caso questa operazione riesce solo in Italia: paese che notoriamente è facile agli abbindolamenti (non solo musicali)…
      Comunque grazie del passaggio!🙂
      .. attendo il tuo voto nel classificone di fine anno!😉

  2. Pingback: Robbie Williams: quando la reunion non è solo un fatto commerciale « GoodbyeZero

  3. Pingback: Skunk Anansie = Sad Sad Sad: la recensione di Black Traffic « GoodbyeZero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: