
Souvenirs de France: Skip The Use – Ti sei mai trovato a fare zapping per i canali musicali della tv francese? Bene. Se la risposta è positiva, sai anche che l’esperienza audiovisiva che si pone davanti al povero malcapitato è a dir poco grottesca…

Souvenirs de France: Skip The Use – Ti sei mai trovato a fare zapping per i canali musicali della tv francese? Bene. Se la risposta è positiva, sai anche che l’esperienza audiovisiva che si pone davanti al povero malcapitato è a dir poco grottesca…
Domenica 6 marzo va in onda l‘ultima puntata della decima edizione di Amici di Maria De Filippi, il talent show più seguito d’Italia.
Guardo, ascolto e butto giù due pensieri. Ma quello che mi esce fuori non è un pagellone come è stato per Sanremo, ma una riflessione su come nel corso del Decennio Zero Amici si sia trasformato, trasformando la musica e la discografia italiana.
I vincitori di GoodbyeSanremø e “tutti gli sbagli” dei Subsonica - Dopo aver deciso insieme qual è stato il miglior disco internazionale e quello italiano del 2010 è giunto al termine anche il terzo sondaggio della storia, ancora breve, del piccolo Gbø.
Un grazie va ciascun persona che ha votato: questa volta eravamo più del doppio rispetto ai primi sondaggi! Segnali che Gbø e i suoi fratelli stanno crescendo! Nel numero, non nella maturità, ovviamente.
Tornando a noi: due le canzoni vincitrici del sondaggio sulla migliore canzone degli Anni Zero, tutte e due tratte da Sanremo 2000.
Il vincitore di Sanremo 2011 è Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore, un brano che a Gbø è piaciuto a metà (voto 5): bel testo ma con un titolo alla Moccia che ripetuto per 30 volte nella canzone rompe francamente un po’ le palle.
Ma non sono qui per parlarti del presente, bensì per fare un tuffo nel passato. In quale passato? Semplice: negli Anni Zero. Così, una volta che è stato scelto il vincitore del 2011, prendiamoci il gusto di scegliere il miglior brano degli Anni Zero sanremesi.
Tutti lo odiano: non c’è nessuno che ammette di vederlo; eppure ogni anno il Festival di Sanremo risucchia nelle maglie della grande rete (Raiuno) la quasi totalità di noi lobotomizzati da tubo catodico. Se fosse un partito Sanremo sarebbe di sicuro il PdL. Tutti lo votano, nessuno lo ammette.
Io invece lo ammetto con orgoglio (no, non che voto PdL): ieri, come da un po’ di anni a questa parte, ho visto il festival di Sanremo. E il perché di questa scelta è semplice: perché ogni anno mi dà materiale per ridere e criticare. Ed è con questo spirito che nasce: Il Pagellone di Sanremo secondo Gbø.
La scorsa settimana arriva l’annuncio: sabato 5 febbraio i Verdena saliranno sul palcoscenico di Top of the Pops, storica trasmissione Uk scimmiottata dal servizio pubblico italiano.
Un riassunto del programma per chi non lo conoscesse. Presentatori di serie-b dalla faccia di gomma e dalla gonna sempre troppo corta; pubblico che applaude a mo’ di scimmiette ammaestrate ed emette urletti stile teenager in calore; ma soprattutto: esibizioni in playback obbligatorie.
La decisione dei Verdena di partecipare al programma non passa inosservata. Sulla loro pagina facebook nasce una lunga discussione: molti accusano la band bergamasca d’essere “venduta”, alcuni senza usare mezzi termini.
Ma che succede il sabato pomeriggio?
Note, accordi e contrappunti