Archivi delle etichette: semiotica

Il terremoto de L’Aquila tra musica e parole

17 mag

Il terremoto de L'Aquila tra musica e paroleIl terremoto de L’Aquila tra musica e parole  – Riportare l’attenzione su L’Aquila, dopo che i riflettori mediatici si sono spenti, dopo che il teatrino del “G8 sulle macerie” è passato senza portare aiuti ma solo disagi. Portare l’attenzione sullo stallo della ricostruzione; su come – rimanendo in tema musicale – quel milione di euro ottenuto dalle vendite del singolo Domani, a cui hanno partecipato 56 artisti italiani, sia ancora fermo in un cassetto inutilizzato.

È ciò che tenta di fare un concerto, voluto da Manuel Agnelli e da Big Fish Entertainment che vedrà salire sul palco Afterhours e Il Teatro degli orrori, ambedue freschi di pubblicazione.

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Mina e il mistero dell’autore anonimo

20 ott

Mina e il mistero dell'autore anonimoSe solo lo volesse Mina potrebbe mettere su un sistema di produzione musicale stile Tin Pan Alley (ma in salsa familiare, vista la presenza del figlio). Più di 3.000 sono le registrazioni che riceve ogni anno da ogni angolo dell’Italia (e non solo).

3.000 canzoni di cui solo una decina  finiscono negli album che pubblica ormai quasi ogni anno. Le altre via negli scatoloni.

3.000 autori che affidano alle orecchie di Mina la loro penna sperando che la sua voce li possa condurre verso il grande pubblico.

Ma quella che ti racconto oggi è la storia di una penna sbadata. O eretica.
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Indie tapes: il mito della musicassetta nella sottocultura indie

8 ott

T-shirt tapesGaleotta fu una discussione su Facebook in seguito all’uscita del post Cosa resterà dei nostri CD? L’ App-Album di Bjork.

Da quello scambio d’opinioni un pensiero che da tempo mi girava in testa in modo vago ha preso di colpo forma compiuta. Un pensiero che risponde a una semplice domanda: che senso ha il mito delle musicassette nel mondo indie? 

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Cosa resterà dei nostri Cd? – L’App-album di Bjork

3 set

Cosa resterà dei nostri app albumC’è una domanda che mi assilla da tempo: che forma prenderà la musica con la scomparsa del CD?

Una domanda la cui possibile risposta si può cercare nelle nuove trovate di artisti famosi: dai Radiohead a Bjork, passando per i Kaiser Chief.

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Crea il tuo album dei Kaiser Chiefs

19 giu

La copertina di The future is medieval di GbøL’immaterialità dei supporti e le vie liquide del web come via di fuga dalla crisi. I Radiohead sono stati tra i primi a crederci, con In Rainbows; e quest’anno, dopo il caso dei Kaizers Orchestra con il loro singolo non registrato, altri Kaiser hanno deciso di sperimentare nuove vie per rinnovare il formato disco.

Parlo dei Kaiser Chiefs che danno agli ascoltatori la possibilità di assemblare la propria versione del nuovo The Future is medieval!

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Il disco che non c’è. Quando il marketing musicale parla norvegese

25 mag

La canzone che non c'èChe in fatto di musica-rock i norvegesi abbiano molto da insegnare lo sapevamo – e chi non lo sapeva può cominciare a farsi una cultura musicale scandinava partendo dalla sterminata discografia dei Motorpsycho – ma che il marketing musicale potesse parlare norvegese francamente io non l’avrei mai detto.

Per fortuna a dirmelo ci ha pensato Glory11, dopo aver letto un post di Ninjamarketing.

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Judas e The Edge of Glory: se lo scandalo è la bulimia più che la blasfemia

10 mag

Judas e the edge of gloryDiciamocelo. C’è molta più attenzione per i video di Lady Gaga che per le sue canzoni.

Ma se Gaga ha sempre ricompensato generosamente le attese con clip provocatori più che provocanti, in questo caso, trattandosi del video di Judas, l’attesa non era solamente giustificata, ma dovuta.

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Goodbye Gbø? No Gbø 2.0

4 apr

Gelmini mani di forbiceUna manciata di righe, e forse anche un po’ meno, per dire che Gbø ha sì rallentato il ritmo, ma non sta affatto morendo di vecchiaia prematura; anzi.

L’idea è quella di trasformare Gbø in qualcosa di più

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I Verdena, il successo e la paura del singolo perfetto.

1 feb

Verdena - Il riposo dopo l'uscita di WowDopo 4 anni di attesa un nuovo album dei Verdena arriva sugli scaffali dei negozi di dischi – per poi sparire immediatamente. Ma dove è finito? Semplice: dritto-dritto al secondo posto in classifica, davanti a Ligabue, Alessandra Amoroso, e davanti ai Pearl Jam, anche loro nuovi entrati in classifica - ma ben 11 posti più in giù.

Album sparito dalla circolazione in un baleno, logico pensare di rifarsi andando a sentirli live;  se non fosse che i concerti sono già  (quasi) tutti sold-out. Cazzo!

Insomma, per questo e altro ancora Wow è il caso italiano di questo inizio 2011. E a questo punto dovere di cronaca e interesse personale coincidono, ed eccomi pronto a dedicargli un paio di post. Oggi qualche riflessione sull’idea di canzone in Wow, e nei prossimi giorni una doppia recensione.

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Dai miei 5 nemici musicofili al Suono degli Anni Zero

20 gen

Zero StickersOggi ripensavo alla storia che ti ho raccontato sui 5 musicofili che non tollero, e volevo ritornarci su per due motivi.

Innanzitutto per spiegarti meglio la mia posizione  e il perché di tanto odio ( :-D ), ma soprattutto perché mi sono reso conto che forse il mio fastidio per determinate attitudini musicali non è solo un buon indice dei miei gusti, ma del suono e della cultura musicale degli Anni Zero.

“See addirittura!?”… Dammi 2 minuti e ti spiego perché.

Per capire cosa voglio dire riprendiamo in mano 2 dei nostri 5 amici.

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Amy Winehouse e Lotman: quando la Motown conquista Amici e X-Factor

22 dic

Amy WinehouseSe penso alle voci più caratteristiche degli Anni Zero mi viene in mente quella di Amy Winehouse. Graffiata, un po’ nasale: una voce riconoscibile tra mille. O almeno così era nel 2003 quando Amy ha esordito.

Sì perché dopo Back to Black (2006) le frequenze radiofoniche sono state invase da un esercito di Amy-epigoni. Fino ad arrivare al caso tutto italiano in cui se non imiti la Winehouse probabilmente non lancerai nessun disco e certamente non vincerai alcun reality…

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Vasco Brondi: la carica(tura) del cantautore?

19 dic

Vasco Brondi

Le luci della centrale elettrica è uno dei progetti musicali che ha diviso maggiormente critica che e pubblico:  affabulatore seriale e cleptomane postmoderno di parole altrui o bardo dell’Italia degli Anni Zero? E mentre il secondo album, Per ora noi la chiameremo felicità,  entra nel suo secondo mese di vita, ti dico l’idea che mi sono fatto (solo) dopo tanti e tanti ascolti.

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Fazio&Saviano insegnano: elenco provvisorio delle 10 cose che rappresentano gli Anni Zero

26 nov

Un numero 10Io e Gbø abbiamo studiato attentamente il programma di Saviano e Fazio. Alla fine della puntata ci siamo guardati negli occhi – cosa non facilissima perché Gbø ha 10 anni quindi non è un Vatusso – e ci siamo detti: “Anche noi vogliamo leggere una dannata (e d’annata) lista”.

In attesa che il buon Fabio e il buon Roberto accettino il nostro autoinvito, leggo l’elenco provvisori0 delle 10 cose che (secondo me) rappresentano gli Anni Zero:

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