Archivi delle etichette: gay

L’agenda di Novembre: Aidan Moffat in chiesa e Heike has the giggles @ Soggettiva

1 nov

Novembre da non perdere: Aidan MoffatPuntuale come un orologio svizzero – ma prodotto in Calabria per sfruttare la manodopera a basso costo – arrivo con la rubrichetta mensile dei concerti bolognesi, pronta a digi-evolversi in una doppia rubrica targata Bologna-Milano (gBølogna e GoodbyeMilan).

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Foo Fighters fight homophobia

27 set

Foo fighters vs. westboroQualche post fa parlavo di Hot Buns, simpatico trailer con cui i Foo Fighters stanno promuovendo il loro nuovo tour negli States. Nel video Dave e soci vestono i panni di 4 camionisti americani che si abbandonano a momenti di divertimento omosex nei bagni di un autogrill.

Muovevo una piccola critica al gruppo. Che per smontare uno stereotipo – camionista=mascolinità – finiscono per fare appello a un’altra figura ben presente nel nostro tessuto sociale e nelle nostre rappresentazioni mentali: il camionista-gay.

Ma la mia era una critica piccola piccola, soprattutto se paragonata a quella mossa dalla Westboro Baptist Church

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Pop, travestitismo e ruoli di genere

31 ago

C’è un’omonimia nella lingua italiana che dà fastidio a chiunque si occupi di gender studies: quella tra genere musicale e genere “sessuale”.
Un’omonimia che non esiste in inglese dove il genre e il gender s’assomigliano come un cookie assomiglia a un cuckold.

Eppure questa scherzo linguistico ci ricorda qualcosa di molto importante…

Lady Gaga’s way: quando la musica si adegua all’immagine

24 mar

Born this way coverGbø torna su Gaga. Ma non lo fa per dire: “Hey boyz, è uscito Born This Way, il nuovo singolo!”. 1) perché il singolo non è affatto nuovo; 2) perché ne avevamo già parlato nei commenti al post 7 motivi per cui Lady Gaga non è come le altre grazie alla segnalazione iper-tempestiva di Orgi. (Grazie! ;-) )

Gbø torna su Gaga perché in Born This Way si insinua qualcosa di molto più interessante della cassa in 4/4 e del refrain molto catchy. E questo qualcosa sta… nel testo.

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Il pagellone di Sanremo: si ride per non piangere

16 feb

L'alieno è Patty PravoTutti lo odiano: non c’è nessuno che ammette di vederlo; eppure ogni anno il Festival di Sanremo risucchia nelle maglie della grande rete (Raiuno) la quasi totalità di noi lobotomizzati da tubo catodico. Se fosse un partito Sanremo sarebbe di sicuro il PdL. Tutti lo votano, nessuno lo ammette.

Io invece lo ammetto con orgoglio (no, non che voto PdL): ieri, come da un po’ di anni a questa parte, ho visto il festival di Sanremo. E il perché di questa scelta è semplice: perché ogni anno mi dà materiale per ridere e criticare. Ed è con questo spirito che nasce: Il Pagellone di Sanremo secondo Gbø.

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