Archivio | Preistoria ’70-’80-’90 RSS feed for this section

Grunge = Mudhoney

23 mag

Mudhoney = grungeGrunge = Mudhoney - Quando Salvatore mi ha mandato la solita mail con la lista dei gruppi su cui scrivere per il mese di maggio, non ho avuto dubbi: Mudhoney.

E non solo perché amo il sound grezzo della band di Bellevue, Seattle, ma anche perché credo sia una delle realtà più sottovalutate del grunge, soprattutto se paragonati ai Nirvana, che per quanto forti delle grandi intuizioni cantautorali di Cobain, rimangono uno dei gruppi più sopravvalutati della storia

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Smashing Pumpkins: la tracklist di Oceania

8 mag

Smashing Pumpkins: la trackilst di Oceania Smashing Pumpkins: la tracklist di Oceania – Billy Corgan e soci hanno pubblicato la tracklist di Oceania, nuovo album che uscirà nei negozi il 18 giugno. Un album dentro un album, visto che fa parte del progetto megaprogetto Teargarden by Kaleidyscope, 44 canzoni in undici Ep, di cui per ora ne sono usciti solo due.

Una notizia bella da un lato ma che mi ricorda il brutto stato in cui versa una delle band cult degli anni ’90.

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I 20 miglior frontman di sempre (secondo XFM)

13 mar

I 20 migliori frontman di sempreI 20 miglior frontman di sempre (secondo XFM) - Quali sono i 20 migliori frontman di tutti i tempi? E’ un sondaggio british va detto, ma a questa domanda gli ascoltatori della radio XFM risposto eleggendo Liam Gallagher;  e non certo per le sue performance con i Beady Eye, bensì per il suo glorioso passato con gli Oasis.

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Mark Lanegan e il suo Blues Funeral: non si esce vivi dagli anni ’80

28 feb

Mark Lanegan e il suo Blues FuneralMark Lanegan e il suo Blues Funeral - Una cattiveria anche per Mark. Aspettando lo show di Mark Lanegan sabato 24 marzo all’Estragon di Bologna, ecco il mio articolo per il numero di marzo di babbo Zero.

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Sorvegliati speciali: Entourage e Moseek

21 nov

MoseekSorvegliati speciali: Entourage e Moseek - Tendenzialmente non do voce alle mail che arrivano dagli uffici stampa musicali. Le prendo come risorse ma mai come canovacci sui quali scrivere. E questo non per innata bastardaggine e o snobismo, ma per via della semplice differenza tra un blog, in cui si parla solo di ciò di cui si ha un’opinione, e una rivista in cui (giustamente) si deve fare notizia senza mai incappare in un buco e accontentando tutti.

A ciò si aggiunge che molto spesso le band propinate sono veramente oscene. Ma stavolta due brani pubblicati sulla bacheca Facebook di Gbø  hanno attirato la mi attenzione

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Che fine ha fatto il Nu Metal? (1): il ritorno dei Korn

29 set

il ritorno dei KornHo sempre desiderato scrivere una serie di post sulle band Nu metal che dominavano la seconda metà dei ’90 e l’inizio degli Anni Zero - un po’ come ho sto facendo per le band garage rock targate Noughties (vedi: The horrors e la rivincita dei poserGli Arctic monkeys e la corsa verso l’America stoner). E oggi il ritorno dei Korn mi dà un buon motivo per farlo.

Il senso di questa nuova rubrica è duplice: (1) capire che fine hanno fatto tali band; (2) e che cosa è rimasto di questi generi nella musica di oggi.

Ci sarà spazio per i leader del genere, Deftones, Slipknot, per le band erroneamente associate al movimento, gli A Perfect Circle, e anche per la versione pop del lotto, i Linkin Park.

Ma oggi c’è spazio solo per i Korn.

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Goodbye Rem

22 set

Rem: call it a dayChiudevo un vecchio post sui Rem, in cui criticavo la scelta di non portare Collapse into now in giro live, dicendo:

“Peccato solo che non li ascolteremo live. Almeno non per questi tre anni a venire”.

Quello che non potevo minimamente immaginare è che invece non li avremo mai più visti insieme live. Perché i Rem si sono sciolti.

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MFF – David Byrne e la lezione di performing art

17 set

David Byrne e la lezione di performing artMilano, Parco Sempione, 1:00 am. Non pago della visione di Miroir Noir degli Arcade Fire, decido di godermi un secondo documentario musicale targato Milano Film Festival.

Ma non uno qualsiasi. Bensì Stop Making sense, quel capolavoro del 1984 dedicato a David Byrne e ai suoi Talking Heads.

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Blonde Redhead @ Carroponte: noi che eravamo rockettari negli anni ’90

11 set

Una vecchia foto di Simone, Amedeo e Kazu

Cosa induce molte band nate sotto la stella del Rock a virare verso il Pop? Cosa le induce a mollare le asperità sonore degli esordi per tuffarsi in un mondo fatto di molte tastiere e poche chitarre?

È una domanda che mi pongo spesso. Che mi salta in mente ascoltando l’elettronica dei Radiohead, e recentemente ascoltando il pop acido dei Verdena; e che è riaffiorata nella mia mente andando al concerto dei Blonde Redhead al Carroponte.

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Maggio a BO: i Mercury Rev, il po(l)pettone di Jovanotti e la ricrescita di Shakira

1 mag

I Mercury RevChi ha le palle piene di Waka Waka e crede che Shakira sia condannata alla ricrescita dei capelli ma non alla crescita artistica?

Chi pensa che 55 euro (35 in barcaccia) siano troppe per un concerto di Vinicio Capossela, e crede che il buon cantautore etilico si sia montato un po’ la testa?

Chi distruggerebbe la tv quando sente Tutto l’amore che ho - probabilmente una cover degli 883 - e Il secondo miracolo dopo il big bangin cui i Baustelle coverizzano I gotta feeling dei Black Eyed Peas?

Chi mitraglierebbe Vasco Brondi che prima fa l’alternativo e poi apre i concerti di Mr. Polpettone in bocca (sempre Jovanotti)?

Io di sicuro. Ma forse non sono il solo. Per fortuna anche a maggio Bologna ci propone una via di fuga da questo schifo.

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Il vuoto grande grande grande lasciato da Mina

13 apr

Il vuoto di MinaQualche post fa, parlando del mancato tour dei Rem e del ruolo della performance nella musica popular, accennavo al caso di Mina Mazzini: un’artista che non solo ha smesso di esibirsi live, ma più in generale ha smesso di mostrarsi in pubblico, comunicando col mondo solo attraverso i suoi dischi.

In questo post vorrei riprendere in mano alcune considerazioni, musicali e non scandalistiche, sul caso Mina; e nel farlo ringrazio Oi, dato che la nostra discussione nei commenti del post sui Rem mi ha aiutato a mettere a fuoco il problema :-)

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Rock fucks “The Pops”: storie di playback, critiche e ironia

7 feb

La scorsa settimana arriva l’annuncio: sabato 5 febbraio i Verdena saliranno sul palcoscenico di Top of the Pops, storica trasmissione Uk scimmiottata dal servizio pubblico italiano.

Un riassunto del programma per chi non lo conoscesse. Presentatori di serie-b dalla faccia di gomma e dalla gonna sempre troppo corta; pubblico che applaude a mo’ di scimmiette ammaestrate ed emette urletti stile teenager in calore; ma soprattutto: esibizioni in playback obbligatorie.

La decisione dei Verdena di partecipare al programma non passa inosservata. Sulla loro pagina facebook nasce una lunga discussione: molti accusano la band bergamasca d’essere “venduta”, alcuni senza usare mezzi termini.

Ma che succede il sabato pomeriggio?

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Skunk Anansie: torna la band che ha marinato gli Anni Zero

20 nov

Wonderlustre: il nuovo album degli Skunk Anansie11 anni di silenzio. E gli anni zero saltati a pie’ pari. Sto parlando degli Skunk Anansie, che dopo lo scioglimento del 2001, si sono riuniti nel 2010 per un nuovo album: Wonderlustre. E in questi giorni, in cui le radio cominciano a passare Over The Love, secondo estratto dall’album, mi sorge spontanea una riflessione.

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