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Blonde Redhead @ Carroponte: noi che eravamo rockettari negli anni ’90

11 set

Una vecchia foto di Simone, Amedeo e Kazu

Cosa induce molte band nate sotto la stella del Rock a virare verso il Pop? Cosa le induce a mollare le asperità sonore degli esordi per tuffarsi in un mondo fatto di molte tastiere e poche chitarre?

È una domanda che mi pongo spesso. Che mi salta in mente ascoltando l’elettronica dei Radiohead, e recentemente ascoltando il pop acido dei Verdena; e che è riaffiorata nella mia mente andando al concerto dei Blonde Redhead al Carroponte.

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Cosa rende grande una canzone? Kids secondo i Flaming Lips

3 mag

KidsLo scorso weekend al Baele Street Music Festival di Memphis gli Mgmt si sono uniti ai Flaming Lips per suonare una versione acustica di Kids, canzone che io e Gbø avevamo proposto come uno degli episodi migliori del synth-pop anni 2000.

Una chitarra, una tastiera e una melodia appena canticchiata e spesso lasciata alla voce del pubblico. Nulla di che direbbe qualcuno. Eppure l’episodio mi è sembrato interessante, e non solo perché si tratta di due band alfieri del pop Anni Zero.

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C’mon Low: lo slowcore degli Anni Zero che non muore mai

27 mar

C'mon CoverCon i loro tempi, con i loro ritmi, il 12 Aprile i Low tornano sulle scene con un nuovo album, che arriva a quattro anni di distanza da Drums and Guns.

C’mon, nelle intenzioni della band, segna un ritorno ai suoni del passato; e l’anteprima di Especially me è qui su Gbø a confermarlo.

Se sei tra quelli che conoscono i Low, saprai che questo è un gran bel biglietto da visita. Se non li conosci, insieme all’anteprima, beccati un consiglio per aggiornare la tua playlist degli Anni Zero.

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My Zerolist: It’s only synth-pop (but I like it)

22 feb

Synth-Pop TapeSi può essere dei Rocker elitari. Si può dire che fuori dal rock non c’è salvezza. Si può certo che si può. Ma fino a un certo punto. Perché c’è una linea che separa la musicofilia dalla dabbenaggine… E questa linea non è nemmeno tanto sottile.

Perché dico questo? Perché il post di oggi è dedicato a un genere fin troppo bistrattato da rocker e classi(ci)sti; un genere legato agli anni ’80, ma che nasce nei ’70, e che è arrivato fino ai giorni nostri passando per gli Zero. Parlo del synth-pop: la soft-dance figlia della New Wave, in cui i bpm non sono mai troppo elevati e i synth e le drum machine la fanno da padrona.

Questo, in sint(h)esi è il genere. E questi sono i tre pezzi synth-pop che secondo me non possono mancare in una playlist degli Anni Zero.

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Goodbye White Stripes… Welcome Seven Nation Army

5 feb
Loro furono i White Stripes
Il 2 febbraio i White Stripes si sono separati.

No non è una notizia degna del Signorini di Kalispera (quello poi ormai fa politica mica gossip); non lo è e non potrebbe esserlo, dato che Jack e Meg, sposatisi nel 1996, si erano già separati nel 2000, ma avevano deciso di non lanciarsi i piatti addosso, ma di continuare a lanciare dischi. Cosa che ora non faranno più.
Perché la separazione a cui mi riferisco è artistica: i White Stripes hanno deciso di sciogliersi, e chi d’ora in poi parlerà della loro musica dovrà coniugare i verbi al passato.

Jane’s Addiction a suon di TV On The Radio

6 gen

DAve SitekPasso le mie giornata a Paracetamolo e Dear Science. Il primo è l’unica soluzione in grado di curare il mio corpo dall’influenza. Il secondo, ultimo album dei Tv On The Radio datato 2008, è l’unica soluzione in grado di ristorare la mia mente da un gennaio iniziato male. E mentre mi interrogo su quanto ci vorrà per ascoltare un nuovo album della band newyorkese, leggo sul web una notizia che non è proprio una risposta diretta alle mie domande, ma poco ci manca.

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And the nominees are…

7 dic

And the nominees areAnd the nominees are… - Anche quest’anno puntuale come sempre arriva l’elenco delle nominations per i Grammy Awards.

Anche quest’anno lo spulcio speranzoso.

Ma anche quest’anno gli yankees si confermano campioni di “pacchianeria applicata al suono”. I nomi più quotati infatti sono Eminem, Rihanna, il bamboccione Micheal Bubblé, i Muse più tamarri. E con Justin Bieber gli idoli trash ci son davvero tutti.

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My Zerolist (2): Get the House-Party started

28 nov

Hercules and Love AffairSecondo post dedicato a My Zerolist: ovvero le canzoni che non possono proprio mancare in una Playlist del Decennio Zero.

Antefatto autobiografico: l’altra sera volevo andare a ballare al Cassero, ero molto carico, così ho iniziato a immaginare su quali pezzi avrei voluto dimenarmi in pista. Pensavo a casse poderose in 4/4, accompagnate da groove di bassi e synth in loop, non a roba pop-dance sotto i 120 bpm, né a elettronica minimal. Quella sera avevo una strana voglia di House. E allora ecco un paio di consigli estratti dalla mia playlist (immaginaria) iper-danzereccia.

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PJ Harvey torna a scuotere l’Inghilterra

24 nov

Il nuovo Album di Pj Harvey: Let England ShakeÈ ufficiale: l’11 febbraio uscirà il nuovo album di Pj Harvey: Let England Shake.

Il disco lottavo per la precisione, è stato registrato, mixato e prodotto in collaborazione con l’eterno amico (e genio) Flood in una chiesa del XIX secolo nel Dorset, la regione del South West che ha dato i natali alla cantautrice inglese. Stavolta però niente one girl band: ad accompagnare la chitarra e il piano di Polly Jean saranno gli amici di lunga data John Parish e Mick Harvey. Che sia un ritorno a un sound  più rock e stratificato, dopo la parentesi piano-voce di White Chalk (2oo7)?

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My Zerolist (1): A voice, a guitar

22 nov

Chitarra acusticaQuali sono le canzoni degli Anni Zero che non possono proprio mancare nella playlist del tuo iPod? Mi rendo conto che la risposta non è facile, né breve – soprattutto se hai un iPod touch da 64 o 128 Gb. Ma io una mezza idea me la sono fatta, e pazientemente – avanzando per temi, generi, strumenti musicali, contesti di fruizione possibili ecc. – ti dico e dirò cosa popola My Zerolist.

Dato che oggi mi sento vagamente malinconico, forse per lo stato di disoccupazione, ho pensato di iniziare dalle classiche canzoni solo chitarra e voce, che fanno molto anni ’60-’70. Canzoni semplici, cristalline, perfette per un falò d’estate – se allegre e movimentate – o per una schitarrata solitaria a casa – se meste e da endovena. Quelle che ho scelto nel mare magnum degli Anni Zero appartengono alla seconda categoria.

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