Mc Donald’s e la musica indie italiana - I ragazzi di oggi sanno bene come fare notizia e Alan deus ex machina dei The Van Houtens è uno di loro.
Il progetto che ha messo su, infatti, è basato sull’idea di creare una band senza gli oneri di una band: reclutando persone ignare di far parte di gruppo pop-rock e registrando suoni e parole altrui con un microfono per videoconferenze. Un nuovo concetto di band immaginaria, insomma.
Ma onestamente non è questa trovata da comunicato stampa che ha attirato la mia attenzione, anche perché l’idea sembra figa ma è anche molto vaga e molto mal spiegata (dunque non chiedermi più info perché giuro che non saprei aiutarti)…
Quello che più mi ha colpito è il fatto che un po’ di tempo fa Mc Donald’s abbia scelto It’s a Beautiful Day, brano firmato The Van Houtens per uno spot televisivo. E ciò mi ha colpito per due motivi:
1) Il suo essere un progetto italiano;
2) Il suo essere un progetto indie, quando immagineresti che una multinazionale vada a braccetto col mainstream e con artisti di successo legati a grandi case discografiche.
Ma la scelta è strategicamente sensata. L’italianità dei The Van Houtens è coerente con il processo di radicamento territoriale di Mc Donald’s che sta diventando sempre più un brand “italiano”, o finto tale, sia in termine di estetica dei prodotti che in termini di comunicazione (attenione non parlo di sostanza e/o qualità). E anche il carattere indie dei TVH dà senso e corpo al nuovo corso meno “multinazionale” del brand. Allo stesso tempo però la musica dei TVH è tanto-tanto statunitense, un mix tra indie e folk made in Usa, il che garantisce un’evoluzione dell’immagine del brand senza strappi e incoerenze.
E dal punto di vista di Alan? È stata una scelta sensata?
Certo gli ha portato tanto successo, ma anche tante critiche: c’è infatti chi lo vede come un artista venduto. E c’era da aspettarselo nel cocciuto mondo indie.
Ora che di tempo ne è passato, però, Alan può far vedere a tutti che non è solo un fenomeno musicale buono solo per pubblicizzare hamburger da 1 euro. E a fargli buona pubblicità è l’uscita del suo album d’esordio: Flop. Un titolo che rende conto dell’attitudine Loser (un po’ à la Beck), ma anche un titolo che sembra tenere insieme l’anima FoLk che quella pOP: FLOP appunto(!)
Ma, titolo a parte, come suona? Molto bene dire, 10 canzoni godibilissime e orecchiabili in bilico tra giocosa ironia e seria voglia di divertirsi e far divertire. Un disco indietalico perfetto per l’inizio dell’estate e per i viaggi destinazione mare. Come dimostra il singolo John Ferrara e Betty Karpoff, di cui è appena uscito il video: un pezzo un po’ troppo simile a It’s a Beautiful Day ma certamente da ascoltare.
Riuscirà l’album a far ricredere i detrattori che lo vogliono come un artista venduto alla causa di una multinazionale? Ma soprattutto dare la propria musica “in pasto” a una multinazionale vuol dire essere meno credibili?
Io una mia idea ce l’ho… (e penso si sia capita), aspetto la tua!
L’album dei The Van Houtens su Soundcloud
The Van Houtens – It’s a beautiful day (Spot Mc Donald’s 30″)