Vedo Nero: quando l’Italia scimmiotta la tendenza dance americana

24 ago

Questa estate l’Italia, così divisa socialmente e politicamente, pare aver trovato nella musica una sua unità.

Zucchero, Dolcenera, Giorgia, Zero Assoluto: tutti rispolverano la cassa in 4/4 e la sparano a 120 bpm; in parole più semplici tutti sembrano subire il fascino della musica pop-dance.

Si potrebbe dire però che i 4 singoli dei 4 artisti hanno anche un’altra caratteristica in comune: quella di essere parecchio brutti e molto scontati; ma non è questo quello che mi preme sottolineare. Piuttosto mi sembra interessante notare come le nuove tendenze musica pop italiana mainstream non abbiano nulla di nuove né di originale.

A ben vedere, questa “svolta” è un mero adeguamento rispetto a quello che succede oltreoceano. Se prima erano l’hip-hop e l’r’n’b gli stili di successo da cui rubare suoni e idee – basti pensare alla svolta r’n’b di artisti pop come Justin Timberlake e Nelly Furtado, e alle collaborazioni quasi ossessive di mezzo mondo pop con Pharrell, Timbaland e compagnia bella – ora è la dance il nuovo canone pop a cui adeguarsi per ottenere riscontri.

Guru a capo di questa sbornia è certamente quel francese David Guetta che ha preso il posto in cima alla lista degli artisti con cui il mondo pop angloamericano vuole, o meglio, deve collaborare. Prima i Black Eyed Peas lo chiamano per I gotta feeling, e subito dopo Kelis gli chiede una base per la sua Acappella – allontanandosi anni luce dai fasti di un gran disco come Kaleidoscope.  E gli esempi potrebbero moltiplicarsi, fino ad arrivare all’ultima arrivata: Britney Spears, che cavalca le onde quando tutti sono già arrivati a riva.

E in tutto questo gli italiani che fanno? Scimmiottano senza personalità le nuove mode americane. Non si può non ascoltare Vedo Nero senza pensare ad I gotta feeling  così come non si può non pensare alla hit di Will I Am e soci non appena la radio passa l’inconcludente pop-rock de Il più grande spettacolo dopo il Big Bang dello scilinguato Cherubini.

E la cosa peggiore è che dalle nostre parti c’è anche l’aggravante di una cattiva produzione, che fa sembrare il pezzo di Giorgia una delle ultime tracce della peggiore Hit Mania Dance. L’unico pezzo con suoni interessanti è – lo so fa stranissimo dirlo – il nuovo singolo electro-pop dei Mocciosi Zero Assoluto, Questa Estate Strana. Il testo però è, se possibile, ancora più brutto dei soliti.

È un peccato che l’Italia, patria della disco music, finisca con l’imitare i suoi compagni di banco, invece che attingere dal suo repertorio. Dalle parti dei dipartimenti di scienze politiche questo assoggettamento culturale lo chiamano soft power; e io mi sento d’esser d’accordo e di affidare a una sincope il mio pensiero: Po’ra Italia.

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4 Risposte to “Vedo Nero: quando l’Italia scimmiotta la tendenza dance americana”

  1. Orgi 27 agosto 2011 a 11:13 AM #

    Vogliamo parlare di Anna Kylie Minogue Tatangelo? Che tristezza.

    • Orgi 27 agosto 2011 a 11:14 AM #

  2. Gbø 28 agosto 2011 a 4:03 PM #

    Prendiamo il lato positivo Orgi. E’il suo look migliore di sempre. Prima con le sopracciglia alla Elio; poi con quelle stile monna lisa (inesistenti!) e con il look da 50enne. Ora almeno è presentabile. Sulla musica (e sulle rime baciate) taccio. Che è meglio

Trackbacks/Pingbacks

  1. Sanremo 2012: le cattiverie gratuite di Gbø « GoodbyeZero - 16 febbraio 2012

    [...] Spock e figlia della Bertè, la salentina presenta un pezzo leggero e orecchiabile che conferma la tendenza dance in cui si è infilata. Passerà in radio, e dato che questo era l’obiettivo, missione raggiunta. Contenta [...]

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