L’immaterialità dei supporti e le vie liquide del web come via di fuga dalla crisi. I Radiohead sono stati tra i primi a crederci, con In Rainbows; e quest’anno, dopo il caso dei Kaizers Orchestra con il loro singolo non registrato, altri Kaiser hanno deciso di sperimentare nuove vie per rinnovare il formato disco.
Parlo dei Kaiser Chiefs che danno agli ascoltatori la possibilità di assemblare la propria versione del nuovo The Future is medieval!
Tutto nasce da un’idea di Ricky Wilson, leader della band anni zero che conquistò il pubblico nel 2005 col singolo Everyday I love you less and less. Mettere a disposizione degli acquirenti un pacchetto di venti canzoni, tra le quali scegliere le dieci che comporranno la propria versione del disco. Dopo di che, oltre all’ordine delle tracce, si può scegliere anche la propria copertina – come ha fatto Gbø che ha optato per questa cover rosa che si sposa alla perfezione con i suoi colori.
Ma non è finita qui. È possibile pubblicare su blog e social network la propria versione che potrà essere acquistata da altri ascoltatori permettendo al “curatore” di guadagnare una sterlina per ogni copia.
Gran bella idea, insomma, che trasforma un disco in un’opera creativa collettiva, e fa sì che una parte di autorialità passi dagli autori agli ascoltatori. E tu cosa ne pensi? Democratizzazione dell’atto creativo o svilimento dell’autorialità?
Unica nota negativa: a breve il disco sarà pubblicato fisicamente con una copertina e una tracklist ufficiale. Come nel caso dei Kaizers Orchestra, insomma, il potere creativo viene consegnato al pubblico solo temporaneamente per poi riprendersi lo scettro e sfornare il disco ufficiale secondo i metodi standard. Così i Kaiser Chiefs danno un colpo al cerchio digital e un colpo alla botte tradizionale; lasciando ai propri fan internauti la sensazione di avere acquistato qualcosa di diverso dal “vero” The Future is Medieval.
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